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Una Produzione Archipelagos Teatro Drammaturgia di Tommaso Fermariello, Aspide Gomorra in Veneto al Teatro Portaportese

Il 24 e 25 febbraio 2020 alle ore 21,00 approda al Teatro Portaportese lo spettacolo Aspide Gomorra in Veneto con Gioia D’angelo e Martina Testa

Abbiamo deciso di concentrare le nostre operazioni nel nord-est perché qui il tessuto economico non è così onesto.”  Teatro Portaportese.

Sono queste le parole di Mario Crisci, l’inquietante figura che sta a capo della società Aspide, il gruppo di persone affiliate al clan dei Casalesi, che tra il 2009 e il 2011 misero in ginocchio oltre 130 imprenditori di diverse regioni italiane.

Approfittando della crisi economica abbattutasi su queste aziende Crisci e i suoi collaboratori prestavano denaro con tassi d’interesse impossibili da sostenere, minacciavano di morte e picchiavano a sangue i creditori insolventi, e infine li costringevano a cedere le loro attività all’Aspide tramite dei prestanome.

Lo spettacolo, partendo dal verbale del processo, ricostruisce il modus operandi dell’associazione, tra intercettazioni, parole del giudice e degli imputati.

Si focalizza in particolare sulla storia di Rocco Ruotolo, unico eroe positivo della vicenda, che in un clima di omertà e terrore (su oltre 130 imprenditori solo in due denunciarono alle autorità) denuncia e collabora con la polizia, infiltrandosi nell’associazione e diventando persona fidata del boss.

Ed è proprio dalle parole del boss Crisci che nasce il bisogno di raccontare questa storia, raccontarla perché non si ripeta.

Perché il Male, come la Mafia, è dietro la porta di casa, e solo la consapevolezza può aiutarci a combatterlo.

“Aspide. Gomorra in Veneto” è patrocinato dall’Associazione Libera contro le mafie.

Ha debuttato a marzo del 2018 in diversi eventi patrocinati dal Comune di Padova, da Associazioni di categoria e per le Scuole.

Uno sguardo lucido sui fatti.

Due donne – una giornalista e la moglie di un collaboratore di giustizia – raccontano questa storia.

Tecnico Audio e Luci Alberto Maria Salmaso

TEATRO PORTAPORTESE

Via Portuense 102 – Roma Tel.065812395

BIGLIETTI INTERO 15,00 EURO (13,00 EURO +2,00 DI TESSERA)

RIDOTTO 12,00 EURO (10,00 + 2,00 DI TESSERA)

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“Guarire” come tornare al mondo quando la vita ci fa morire un po’ al Teatro Portaportese

Ohana Worldwide Family si prende cura di quelle persone che hanno un Sogno ma non sanno come realizzarlo e hanno perso la Speranza di farlo. Teatro Portaportese.

Il 14 e 15 febbraio alle ore 21,00 e il 16 febbraio alle ore 18,00 approda al Teatro Portaportese lo spettacolo trasformazionale “GUARIRE, come tornare al mondo quando la vita ci fa morire un po” di e con Erica Muraca

Debutto del quinto spettacolo trasformazionale di Erica Muraca dal titolo GUARIRE che parla di una storia vera, una storia intima, personale.

Durante i mesi della malattia del padre, Erica conosce e sperimenta varie tecniche di guarigione spirituale per sostenere il padre durante le varie fasi della malattia.

Sceglie poi le più efficaci e decide di farci uno spettacolo teatrale per portare al pubblico l’esito delle sue ricerche fino a questo momento facendo conoscere quello che più ha funzionato in questo ultimo anno per lei, per il padre, per le persone che ama che hanno dovuto affrontare diverse difficoltà.

Un documentario teatrale che a tratti sfocia in un rituale collettivo creato ad hoc per i partecipanti.

In scena la comunione di arti che caratterizza gli spettacoli di Erica Muraca: prosa, video, musica, danza.

Un perenne contatto con il pubblico tra la stessa Erica Muraca, in scena, unica protagonista, con lo scopo di portare alle persone qualcosa di vero, qualcosa di unico ma soprattutto qualcosa che possa essere efficace anche per chi assiste, per le loro storie, per le loro vite.

uno spettacolo trasformazionale di Erica Muraca

Drammaturgia Regia ed Editing Video di Erica Muraca

Costumi e oggetti di scena di Yana Harizanova

Grafica locandina Mike Palermo

Musiche d’autore dal vivo (unicamente per la replica del 16 febbraio ore 18) di Livio Livrea

Parte dell’incasso sarà devoluto a Ohana Wordwilde Family

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Io sono farfalla regia di Antonio Grimaldi, scritto da Antonio Stoccuto al Teatro Portaportese.

Martedì 11 e mercoledì 12 febbraio 2020 alle ore 21,00 approda al Teatro Portaportese di Roma sito in Via Portuense 102 il toccante e poetico spettacolo “IO SONO FARFALLA” per la regia di e con Antonio Grimaldi e scritto da e con Antonio Stoccuto.

Lo spettacolo è una sensibile visionaria narrazione di strascichi di una storia appartenente ad una donna transessuale E. (fonte che lasciamo anonima per privacy), sensibile per sottigliezza, passione, durata di studio e di lavoro intorno alla figura della fonte E.

Teatro Portaportese. Il lavoro nasce dall’esigenza dell’autore di attraversare il complesso universo dell’identità di genere e dal suo incontro con E.

Incontro che fornisce la base di lavoro e di drammaturgia allo spettacolo; diari personali, aneddoti, racconti, storie.

 Lo spettatore si troverà davanti ad un allestimento scenico essenziale, solo una panchina rossa, uno scenario visionario, dinamico, in cui il sogno e l’incubo appaiono lo schema più adatto ad accogliere le tematiche affrontate nella drammaturgia.

Al centro c’è l’affascinante, fragile, sincera figura di E. che non solo scopre la sua identità, ma anche rinasce e dà inizio alla nuova vita che arriva fin qui.

Essa somiglia a tutti noi, uomini e donne di questo e di tutti i tempi, siamo soli quanto lei, aldilà della mancata coincidenza tra sesso biologico e identità di genere, distruggiamo la vita fuori e dentro di noi continuamente durante le nostre crisi d’ identità, generando una transazione di noi stessi che abbatte i conflitti tra personalità e identità; nasce ogni volta così un profilo identificativo umano che combacia con la nostra realtà mutante.

Il drammaturgo dello spettacolo Antonio Stoccuto ha l’arduo compito di tratteggiare la donna E.

Essa, interpretata dall’autore stesso, si trasporta via dalla violenza umana e si arricchisce di tutte le sfumature per una nuova genesi.

Ad accompagnarla nel mutamento audace e violento, interviene la figura della madre, con caratteri tenebrosi, assume il ruolo violento di una punizione.

Un innamorato, con tratti di soave dolcezza, capace di trasportare in un mondo fiabesco la scena, con la sua danza che solo sa coniugare la linea sottile tra amore e morte, volo e baratro.

Entrambi i ruoli sono affidati all’ interpretazione di Antonio Grimaldi, attore e regista dello spettacolo, artista alla soglia di una maturità espressiva che sorprende.

La tessitura di tutto lo spettacolo viene scandita sempre a vista sulla scena, ogni cambio, ogni azione è messa a disposizione del pubblico che così può fruire con la visione un completo coinvolgimento con la realtà scenica.

E’ il risultato dell’analisi dell’essere nel suo continuo divenire sino a raggiungere ciò che si è.

L’identità transgender si avvicina spesso alla figura dell’artista nel divergere da qualsiasi categoria o normativa o struttura.

Cura artistica e organizzativa scuola elementare del teatro, conservatorio popolare per le arti della scena diretto da Davide Iodice.

Con la collaborazione di Ex Asilo Filangieri di Napoli – Teatro il Giullare di Salerno – Teatro Grimaldello

Elaborazioni sonore a cura di Dj Tony Macrì

Luci e scene Antonio Stoccuto e Mattia di Mauro

Costumi di Giovanna Medio

Fonica Angelica De Rasis

Oggetti di scena Antonio Stoccuto

Foto di scena Daniele Overa

Progetto grafico Anna Stoccuto

Teatro Portaportese “Io sono una farfalla”

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Lettera al mondo, il giardino segreto di Emily Dickinson spettacolo – concerto al Teatro Portaportese

“Cara Abiah Mi sono seduta adesso per scriverti una lunga, lunga lettera. I miei apparati di scrittura sono disposti davanti a me, e tutto è pronto. Non ho fiori davanti a me come ne avevi tu per ispirarti. Ma sai che posso immaginarmi ispirata da loro e che forse lo sarò davvero.” E.D. Teatro Portaportese.

Dal 7 all’8 febbraio alle ore 21,00 e il 9 febbraio alle ore 18,00 nella sala Tofani del Teatro Portaportese andrà in scena il poetico spettacolo–concerto di Marta Zotti e Cecilia Lasagno Lettera al mondo, il giardino segreto di Emily Dickinson. Quando scopriranno il tuo giardino, quali fiori troveranno?

Lo spettacolo prende vita a partire da Emily Dickinson, una poetessa altamente fertile dal punto di vista artistico, personaggio febbrile che sceglie la reclusione sociale. L’intera produzione sarà ritrovata dalla sorella in un baule ai piedi del suo letto.

Teatro Portaportese. Un giardino nascosto e un’impronta segreta. Un riscatto al femminile. Una storia che emergerà soltanto agli occhi di chi è rimasto.

“Lettera al mondo” è un passo a due per parola recitata e cantata, per un’attrice e una musicista. È storia evocata e narrata in prima persona sulla scena.

Lo spettacolo prende vita dalle parole che Emily Dickinson ha affidato alle sue 1789 liriche e alle centinaia di lettere che hanno scandito i suoi rapporti con il mondo esterno quando, appena trentenne, decise di chiudersi a vivere nella Homestead, la casa di suo padre.

L’opera di Emily Dickinson esprime il contrasto tra l’inautenticità della sfera pubblica e la libertà della sfera privata, celebra il valore della libertà espressiva e della ricerca dei propri desideri, del proprio “giardino interiore”, a dispetto della corsa all’apparenza del mondo contemporaneo.

È la presa di coscienza di una donna, “un fiero cervello che dà al mondo il voto: insufficiente”.

È la stessa autrice ad offrire un senso alla storia ricostruita intorno a lei e a fornire il filrouge del susseguirsi degli atti della scena: il ritrovamento delle sue poesie e il successo della poetessa dopo la morte, la perdita del contatto con il mondo esteriore, la ricerca del proprio giardino interiore, la solitudine, lo studio, l’amore per la vita.

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Yod. Appena più grande di un puntino spettacolo di Mimo in Canto di D. Zappalà e G. Scarpelli al Teatro Portaportese

Il 4 e 5 febbraio approda al Teatro Portaportese il delicato e poetico spettacolo di mimo in canto Yod. Appena più grande di un puntino di D.Zappalà e G. Scarpelli

La Yod è la decima lettera dell’alfabeto ebraico. Rappresenta la Creazione.

È la lettera più piccola, “appena più grande di un puntino”, come la nostra umanità, creazione infinitesimale; creatura e creatrice al tempo stesso.

Lo spettacolo è un atto unico, poetico ed evocativo, in cui lo spettatore viene preso per mano, guardato negli occhi e accompagnato a scoprirsi nella sua unicità, ma anche nella sua profonda appartenenza ad un ciclo universale.

L’Umanità, precaria per definizione, nasce da un bozzolo in uno spazio senza luogo, parte di un’eterna coscienza.

Approdata sulla dimensione Terra con una valigia di cartone, viene accolta, cullata e omaggiata dell’intero creato.

Quanto ne avrà cura? Quanto il suo ego prevarrà? Come si relazionerà con i suoi simili? E come vivrà la notte buia dell’anima, conseguenza imprescindibile del suo andare contro “natura”?

Dal buio alla luce, passando dalla redenzione e dalla riconciliazione, innanzitutto con la propria coscienza, per ricordarsi di essere parte attiva e compenetrata di un tutto, con un messaggio finale che è legge e principio universale: AMA TUTTI, SERVI TUTTI.

Lo spettacolo è un viaggio attraverso le note dell’animo umano, con la leggerezza e la profondità di un canto, con la forza della parola, con la magia della poesia, nella comunione di tanti cuori.

Lo spettacolo di Mimo in Canto prevede una partitura mimica accompagnata nei passaggi essenziali da una narrazione ex-machina e da musica e canzoni che innalzano l’espressione ad evocazione.

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La giornata della Memoria al Teatro Portaportese va in scena Noi non vogliamo dimenticare

Lunedì 27 gennaio alle ore 21,00 per la Giornata della memoria, all’interno della Rassegna Civilmente otre il pregiudizio, approda al Teatro Portaportese il toccante e poetico spettacolo “Noi non vogliamo dimenticare”.

Con Guendalina Tambellini e Claudio Zarlocchi per la regia di Guendalina Tambellini.

Lo spettacolo vuole portare l’attenzione sulle persone che la guerra non la sceglievano ma la subivano, le persone comuni, come noi, come voi che ogni giorno si trovavano a viverla la guerra.

La loro vita stravolta per sempre; adulti, giovani, bambini che da quel momento hanno guardato alla vita con occhi diversi.

Portare avanti un ideale, un sogno costato anche la vita.

Un viaggio nelle emozioni, con gli stessi ideali di oggi: amore, libertà e uguaglianza

Cinquant’anni fa avremo detto che la seconda guerra mondiale, i campi di sterminio, la Shoah erano stati il periodo più buio della storia dell’umanità… purtroppo non è così, perché l’uomo dimentica…noi non vogliamo dimenticare.

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Teatro dell’Allodola in collaborazione con Segnavia fondazione Somaschi presnta Temporaneamente Tua al Teatro Portaportese

Il 14 e 15 gennaio approda al Teatro Portaportese lo spettacolo “Temporaneamente Tua” Testo di Greta Zamparini con inserti di Concita De Gregorio, diretto e interpretato da Greta Zamparini

“In ogni condanna che rivolgiamo agli altri c’è un volgare rigurgito di innocenza per noi stessi guadagnato a poco prezzo” (U. Galimberti).

 Temporaneamente Tua è un viaggio nella sessualità e in particolare nel mondo della prostituzione. Perché si vende il proprio corpo, oggi?

Teatro Portaportese. Per povertà, per costrizione? A volte per scelta? E se è per scelta, quali sono le spinte che la muovono? Forse il bisogno di sapere in numeri ‘quanto si vale’?

O perché il sapersi desiderate dà una sensazione di potere? Quanto la nostra società influisce nel farci vivere il corpo come uno strumento da sfruttare piuttosto che come parte integrante del nostro essere?

Teatro Portaportese. Siamo proprio sicuri che il prostituirsi sia qualcosa di così lontano da noi?

Partendo da due bellissimi testi di Concita De Gregorio, passando per una escort americana che fornisce le sue testimonianze attraverso un blog, e tramite contatti reali con donne vittime della tratta.

L’unica attrice interpreta sei personaggi femminili regalando una galleria di ritratti assolutamente realistici, suggestivi, struggenti.

Le sue donne raccontano storie, emozioni, si fanno relatrici di una realtà che è più vicina a noi di quanto pensiamo.

Strappano a volte un sorriso e poi aprono la porta su abissi che conosciamo troppo bene.

Un lavoro doveroso.

Un viaggio nell’animo umano, uno spettacolo per riflettere sul corpo, sull’anima, sul sesso e sui rapporti.

“Io faccio la puttana, non sono una puttana”

Temporaneamente Tua parla del rapporto con l’intimità, la nostra, delle bugie che ci diciamo pur di ottenere ciò che desideriamo, delle bugie che ci dicono pur di possedere ciò che vogliono attraverso di noi e alle quali noi vogliamo credere.

Corpi mezzi, corpi merci, persone valutate, prezzate, deprezzate, valutate e svalutate, vendute, comprate, barattate, usate, in una società “ancora convinta che la ricchezza sia il principale segno di successo”.

“Per accaparrarsi il potere basta far funzionare il corpo secondo un determinato regime di segni, ed è da vedere se il registro dei segni diffuso dalle nostre società sia meno crudele delle torture dei primitivi”. Umberto Galimberti

“Si ringrazia la sig.ra Der Gregorio per la concessione dei diritti dei due monologhi “Dalia” e “Cristina” presenti nel suo libro Malamore, Ed. Inaudi”

Con Greta Zamparini

Regia e drammaturgia di Greta Zamparini Federica Bognetti

Disegno Luci di Claudine Castay

Tecnico luci Monica Gorla

Coreografia di Lara Guidetti

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La felicità è uno schiaffo monologo comico poetico, Di Giorgia Goldini e Stefano Dell’Accio al Teatro

Lunedì 9 dicembre alle ore 21,00 approda al Teatro Portaportese il monologo comico – poetico di Giorgia Goldini e Stefano Dell’Accio “La felicità è uno schiaffo” con Giorgia Goldini.

Uno spettacolo sulla felicità, su quello che a volte ci rende felici, sulle piccole cose importanti che quando arrivano non sono mai come te le eri immaginate.

Uno spettacolo che non dà risposte, ma che mette inscena dei tentativi, che fissa dei momenti, che propone delle visioni. Teatro Portaportese.

Dieci istantanee da guardare con calma per cogliere i dettagli: il colore del gelato caduto al bambino sul lungomare di Rimini, il vestito della sposa sporco di erba e fango, il profumo di quella precisa marca di detersivo, i capelli dell’uomo giusto.

“Per me felicità è quando da piccolo ti bastava il lungomare di Rimini la sera, in vacanza le due centrali di agosto.

Un filo di aria improvvisa ad asciugarti il sudore sul collo, il gelato al puffo e fior di latte in una mano, l’altra mano nella mano di tuo papà e la mamma di fianco a te pronta con i tovagliolini.

Quando ti bastava questo per credere, che andava e sarebbe andato tutto bene, che eri dove dovevi essere, che non era necessario fare qualcosa di diverso per essere all’altezza, adeguato, corretto, migliore, il migliore, più bello, il più bravo”.

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Torna in scena al Teatro Portaportese di Roma il 2 e 3 dicembre nella rassegna “Civilmente- Oltre il pregiudizio” “Così per caso”

Vincitore di un premio per la miglior regia ed uno della critica alla prima rassegna teatrale romana sulla Shoah, Così per caso, è il ricordo di una “Voce della Shoah”. Teatro Portaportese

Marta Ascoli, racconta la follia dell’Olocausto attraverso gli occhi di una diciassettenne, deportata ad Auschwitz nella notte tra il 29 e il 30 marzo 1944. Teatro Portaportese

Lo spettacolo racconta la storia di Marta Ascoli (Valeria Mafera – Marta adulta e Gloria Luce Chinellato – Marta adolescente), autrice del libro e deportata per errore nella notte tra il 29 ed il 30 marzo 1944.

Presenti in scena sono anche Manfredi Gelmetti (Giacomo Ascoli), Alessandra Vagnoli (Ida Tommasini) e Cristiano D’Alterio (ufficiale nazista).

Trucco Rober Ilie, scenografia Lara Catalani.

“La vita è un concatenamento di eventi… pensi che certe cose a te non accadranno mai… Invece sono lì, stanno già accadendo, Così per caso”

Queste sono le parole conclusive dello Spettacolo “COSI’ PER CASO” atto unico scritto e diretto da Angelita Puliafito.

Spettacolo che parla della deportazione del tutto insensata di una Triestina che a causa del suo cognome di città, viene scambiata per ebrea pur non essendolo.

Da quel giorno la sua vita cambia radicalmente, marchiandola nel profondo per sempre.

La regia utilizza ogni spazio, convivono sul palco, in una magnifica danza immaginaria, i fantasmi del passato e quelli di un presente che “non deve essere dimenticato” tramite le ombre cinesi, vengono rappresentati gli aspetti più brutali della deportazione.

Ci si lascia così trasportare verso Auschwitz e le sue atrocità.

Uno spettacolo d’impatto, con personaggi forti, con un grande messaggio da comunicare: “Auschwitz è di tutti!

Non è solo degli ebrei, non è solo dei deportati, Auschwitz è la storia che nessuno deve dimenticare”.

Teatro Porta Portese Via Portuense 102 Roma

Tel. 06 5812395

E-mail: teatroportaportese@gmail.com

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Eleonora Manara in ACIDO di Enza Li Gioi al Teatro Portaportese.

Il 25 novembre, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne approda al Teatro Portaportese, Acido.

All’interno della rassegna Civilmente Oltre il pregiudizio il toccante spettacolo ACIDO di Enza Li Gioi con Eleonora Manara per la regia di Margarita Smirnova.

Una donna legata da molti anni a un uomo mediocre ma infedele e indifferente ai suoi sentimenti decide, dopo che lui l’ha lasciata per mettersi con un’altra, di iniziare una nuova relazione con un uomo che la rende felice.

Uno spettacolo che racconta la storia di violenze subite dalle donne nell’ambito famigliare, violenze che sono arrivate a sistemi assurdi, una raccomandazione alle donne di denunciare subito senza aspettare che le cose cambiano, l’esperienza ci dice che possono solo peggiorare.

Ma l’ex, pur essendosi ormai accasato e aver avuto addirittura un figlio con l’altra, continua a controllare la sua vita e di fronte a questa nuova situazione reagisce sfigurandola con l’acido.

Teatro Atelier. La donna, ricoverata in una clinica per la ricostruzione plastica dei tessuti danneggiati, privata anche della vista.

 Riflette sulla sua vita e sulla condizione femminile, nonché sull’ancestrale conflitto tra il maschile e il femminile chiamando in campo il ruolo delle donne nella Storia, nell’Arte e nella Letteratura.

Le sue riflessioni la condurranno alla fine a prendere una decisione coraggiosa e davvero insolita.

Uno spettacolo che racconta la storia di violenze subite dalle donne nell’ambito famigliare, violenze che sono arrivate a sistemi assurdi, una raccomandazione alle donne di denunciare subito senza aspettare che le cose cambiano, l’esperienza ci dice che possono solo peggiorare.

TEATRO PORTAPORTESE

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INTERO 15,00 EURO (13,00 EURO +2,00 DI TESSERA)

RIDOTTO 12,00 EURO (10,00 + 2,00 DI TESSERA)

Foto By Elena Tomei

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Otello è innamorato di Desdemona, Desdemona è innamorata di Otello, ma questo non basta.

Il progetto dello spettacolo prende spunto da queste suggestioni che ci hanno portato a scegliere di immaginare di rappresentare l’intera storia nell’arco del giorno del loro matrimonio.

La narrazione comincia subito dopo la cerimonia nuziale, all’inizio dei festeggiamenti, e termina prima che sia consumata la prima notte di nozze: tutto avviene nell’arco di 12 ore.

Il testo guida è, e rimane, l’Otello di Shakespeare ma in questa visione, caliginosa c’è spazio per innestare altre drammaturgie.

Drammaturgie talvolta teatrali (Pinter, Mamet, Greig), altre volte tratte da testi di canzoni (Ciampi, Led Zeppelin, Bersani, Dalida) o di poesie.

Lo spettacolo inizia con Desdemona, sola in scena, vestita da sposa, non sappiamo se quello che dice è riferito a ciò che è accaduto o a ciò che è destinato ad accadere.

Subito dopo la festa di matrimonio: sposi e invitati stanno festeggiando in un piccolo paese di provincia.

Otello e Desdemona solo bellissimi, ballano insieme, ammirati e rispettati da tutti nonostante un’evidente differenza di età.

Iago brinda con loro ma capiamo subito il suo rancore, l’invidia per una vita di felicità immaginata a lungo ma ormai irraggiungibile, per un ruolo di potere definitivamente perso.

Questi gli elementi narrativi che innescano il conflitto tra i personaggi, Iago riuscirà a screditare Desdemona e gli uomini di fiducia di Otello?

Costruendo un mondo rovesciato in cui solo a lui si deve gratitudine e fiducia e tutto il resto diviene materia da distruggere.

La provincia, il piccolo mondo in cui si muovono i personaggi, è il terreno che feconda le trame di Iago e che “giustificano” la violenza di Otello nei confronti di Desdemona

Desdemona accusata di tradimento, in un paese che si ritrova ignaro complice scavato da vecchi rancori, da invidie, da gelosie e pregiudizi.

Allo scontro di potere si aggiunge il desiderio carnale, intorbidito dal rancore, che Iago prova irresistibilmente nei confronti di Desdemona.

La giovane e bella ragazza di città che Otello è riuscito a conquistare a scapito di tutto il resto della compagnia del paese.

La tragedia si chiude con la sua l’inevitabile morte, sacrificata alle miserie di paese ancor prima di essere moglie vera e propria.

Con Marta De Santis, Giuseppe Savio, Marco Tizianel

Disegno luci Stefano Razzolini

Regia Marco Caldiron

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I Girasoli presentano al Teatro PortaPortese L’uomo che sognava gli struzzi

L’11 novembre 2019 approda al Teatro PortaPortese la straordinaria storia di un sognatore d’eccezione:

“L’uomo che sognava gli struzzi” di Bepi Vigna, con Fabrizio Passerotti per la regia di Giulia D’Agostini.

“L’uomo che sognava gli struzzi” parla di un uomo, un uomo speciale che aveva un gradissimo talento: era un sognatore d’eccezione!

Parla dei sogni degli uomini ed in particolare di un sogno folle, uno di quei sogni che ognuno di noi ha in fondo al cuore ma che solo pochi hanno l’ardire di provare a realizzare.

É uno di quei racconti che ti prendono per mano e ti accompagnano in uno stupefacente viaggio, dove la realtà sembra solo il frutto della fervida immaginazione del narratore…

Bepi Vigna ha portato, prima tra le pagine del suo libro poi sotto forma di testo teatrale, la vera storia di Peppino Meloni.

La storia racconta il suo incredibile talento narrativo le vicende che lo hanno portato a coronare il suo incredibile sogno di creare un allevamento di struzzi nel bel mezzo dell’Ogliastra!

Credere nei propri sogni, anche se pazzi, anche se controcorrente… perché solo sognare ci rende vivi!

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RIDOTTO 12,00 EURO (10,00 + 2,00 DI TESSERA)

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