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Il lato oscuro della maternità tra desiderio e timore “Dolce attesa per chi?” di Betta Cianchini al Teatro Trastevere

Roma, 21 ottobre 2019 – Dopo il successo delle quattro precedenti stagioni torna a Roma, al Teatro Trastevere da martedì 5 a domenica 10 novembre, “Dolce attesa per chi?”,ì.

Una tragicommedia che porta in scena, in chiave ironica e tagliente, il conflitto interiore che emerge in tante giovani donne di fronte al loro desiderio di maternità.

Un tema delicato e spinoso soprattutto in un Occidente sempre più caratterizzato dal fenomeno dell’iponatalità.

Il dubbio “avere o non avere un figlio?” inizia ad affiorare silenzioso intorno ai trent’anni, per diventare via via più insistente e rumoroso intorno ai quaranta: è l’orologio biologico che non può essere ignorato.

La pièce teatrale, per la regia di Marco Maltauro, con Giada Prandi e Veronica Milaneschi, pone quindi l’attenzione sulle coppie che, decidendo di intraprendere l’arduo percorso della genitorialità, si trovano ad affrontare innumerevoli ostacoli.

Coloro che decidono di mettere al mondo un figlio spesso si trovano a percorrere una strada tortuosa, fatta di Depressione Post Partum, crisi di coppia e di un irrisolto dualismo tra avere famiglia e fare carriera.

Quest’ultimo aspetto colpisce in particolar modo le neo-mamme che in Italia, di fronte al binomio figli-lavoro, sono costrette a prendere una decisione e a riporre uno dei due sogni nel cassetto.

Dolce attesa per chi? porta alla luce il controverso rapporto tra desiderio e timore che le donne dei nostri tempi vivono quando si parla di diventare madre.

Lo spettacolo si snoda tra situazioni esilaranti e una serie d’interrogativi sulla vita di Bianca, trentenne precaria nel lavoro e in amore che ha un contratto “a progetto”.

Progetta di avere un contratto e che vorrebbe tanto potersi permettere di pensare ad un figlio ed una famiglia.

Una vera e propria diatriba fra la testa e la pancia, un confronto spietato e surreale fra la sua parte più logica e positiva e quella più istintiva e cinica.

In scena le due anime di Bianca dialogano scontrandosi in una commedia, divertente e intelligente che, già dal titolo “Dolce attesa per chi?”

lascia intendere che la tanto sospirata attesa potrebbe non essere poi così “dolce” per tutte.

Il progetto è sostenuto dallo studio Genetica: la banca etica del cordone ombelicale specializzata in Nutrigenica,Test DNA, Genetica prenatale non invasiva, Cellule staminali.

www.genetica.tech   www.bancadeldna.it

Link alla pagina fb  http://www.facebook.com/dolceattesaperchi

ORARIO SPETTACOLO

Da martedì a sabato inizio spettacolo ore 21:00

Domenica inizio spettacolo ore 17:30

PREZZI BIGLIETTI

Intero: € 12,00 + € 2,00 di tessera associativa del teatro

Ridotto: € 10,00 + € 2,00 di tessera associativa del teatro

INFO E PRENOTAZIONI

Tel: 065814004 / 3283546847

E-mail: info@teatrotrastevere.it

Teatro Trastevere

Via Iacopa De’Sette Soli, 3

00153 Roma

Media Relations:

CGP Srl

Giorgio Cipressi & Giovanna Palombini

Greta De Marsanich cgpcomunicazione@gmail.com +39.3208626213

Carola Piluso

Carola Piluso

Tel.3406485395

Email: carola.comunicazione@gmail.com

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La dolce guerra scritto ed interpretato da Elena Ferrari e Mariano Arenella al Teatro Biblioteca Quarticciolo

Disegno luci Davide Rigodanza, costumi Norma Uglietti, management e distribuzione Theatron 2.0, una produzione Cabiria Teatro

“Non conta quel che è avvenuto davvero, conta quel che noi ne pensiamo. Possiamo fingerci la realtà che ci pare.

 E immaginarci, così, socialmente utili”.

In scena il 12 e 13 ottobre 2019 al Teatro Biblioteca Quarticciolo La dolce guerra scritto ed interpretato da Elena Ferrari e Mariano Arenella, una produzione Cabiria Teatro.

Segnalato dalla critica come uno degli spettacoli visti più belli, La dolce guerra ha come protagonisti un pioniere del cinema italiano e una maestra elementare. 1914.

Olmo e Ada amano il proprio lavoro.

Ogni giorno lui si affanna per girare una scena del proprio film, lei per educare i bambini a diventare dei giovani “italiani”.

Possono farlo.

Il periodo storico in cui vivono è carico di entusiasmo, la fiducia nel futuro è alta, e la loro vitalità sarà sicuramente premiata.

Ma come si racconta una storia vera?

Quali immagini devono rimanere impresse nella pellicola? Quali parole devono essere dettate durante una lezione?

Domande che anche oggi dovrebbero essere alla base del lavoro di insegnanti, giornalisti e artisti.

Senza rendersene conto, i due protagonisti ottengono dei successi inaspettati, e convincono milioni di persone ad abbandonare lo splendore della Belle Epoque per vivere gli orrori della guerra.

Fino a quando la guerra non li coinvolgerà direttamente e, vittime della loro stessa manipolazione, entreranno in una terra di disperazione che li porterà a spegnere la cinepresa e a strappare ogni pagina dettata.

È facile raccontare la realtà. Difficile è capire quale realtà raccontare.

Fake news e nemici creati ad hoc non sono cose nate adesso. Sono sempre esistite e hanno avuto la loro definitiva affermazione nei primi decenni del Novecento grazie a due fattori principali.

Allargamento del corpo elettorale in seguito alla legge del 1912 e la nascita di nuove tecnologie.

Il 18 aprile 1914 a Torino, Milano, New York e Parigi viene proiettato per la prima volta “Cabiria”, di Giovanni Pastrone, film kolossal che segnerà il destino del cinema italiano.

Non fu l’unico film importante in quel periodo.

In soli due anni verranno prodotti oltre 200 film di propaganda bellica che trasformeranno il cinema da fenomeno da baraccone in una delle industrie più fiorenti al mondo.

Ma al tempo stesso quegli stessi film, insieme alla neonata scuola statale, che operava identici convincimenti patriottici nei più piccoli, convinceranno la popolazione italiana a partecipare a quella enorme carneficina.

I tempi che stiamo vivendo assomigliano incredibilmente a quelli che hanno condotto l’Europa nel baratro della Prima Guerra Mondiale.

L’entusiasmo per i social network assomiglia a quello scatenato per il cinema di allora e la possibilità di arrivare a tutti rende questi strumenti tanto potenti quanto pericolosi.

Il “popolo” affollava le sale e si emozionava, rideva, piangeva, davanti allo schermo cinematografico così come oggi il “popolo” affolla i social network e si emoziona, ride, piange, commenta ciò che gli accade intorno.

Colpisce anche un’altra analogia: l’estrema facilità con cui si potevano creare i contenuti dei film di allora corrisponde all’ estrema facilità con cui si può fare un post oggi perfettamente credibile.

Per questo abbiamo deciso di girare anche noi un film, durante lo spettacolo, per scardinare da dentro la macchina mitopoietica del film e mostrare la facilità con cui si può confondere la realtà con la narrazione della stessa.

Le vicende dei due protagonisti scelti prendono spunto dalle biografie di personaggi storici realmente esistiti.

Lui segue le orme di Giovanni Pastrone, pioniere del cinema italiano, che trasformò, con la sua precisa determinazione e la sua visionaria creatività, la produzione cinematografica da banale divertimento a industria mondiale.

Lei quelle tracciate da Fanny del Ry, una giovane maestra, che venuta in contatto con le teorie di Maria Montessori, si staccò dal panorama pedagogico comune portando nella scuola il suo rivoluzionario impegno femminista e antimilitarista.

Trailer

https://www.youtube.com/watch?v=cZyod8pS3g4

ORARI

sabato 12 ottobre ore 21.00

domenica 13 ottobre ore 18.00

BIGLIETTI  

Intero 12€ – Ridotto 10€ (over 65, under 24, possessori di Bibliocard)

INFO e PRENOTAZIONI

Teatro Biblioteca Quarticciolo

Via Ostuni 8 – Roma

06 69426 222 | 06 69426 277

promozione@teatrobibliotecaquarticciolo.it

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