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Teatro Tordinona la Compagnia Enter presenta 1.9.8.9. ovvero L’ultimo nastro der fijo de Mimì

 Dall’8 al 10 novembre torna in scena Luca Milesi, e lo fa nuovamente al Teatro Tordinona di Roma con 1.9.8.9.  ovvero L’ultimo nastro der fijo de Mimì.

Ultimo capitolo della trilogia prodotta dalla Compagnia Enter, scritto diretto e interpretato dallo stesso Milesi, affiancato nella regia da Maria Concetta Liotta.

Il protagonista di chiusura per la Trilogia dedicata alla Memoria e alla Famiglia è… un “anno”. E che anno!

Sulla scena, per l’ultima volta, il nostro amico ora ha come unica compagnia un registratore ed una bobina.

“L’ultimo nastro der fijo de Mimì” diffonderà la musica di un anno straordinario, che ha cambiato per sempre le vite di quelli che c’erano e di coloro che son venuti dopo.

Questa volta il nostro amico tornerà indietro all’età più bella, i quindici anni, e rivivrà tutto.

L’esordio al liceo, giusto un anno prima, e il tema d’italiano dedicato allo Zambia, che alle Olimpiadi di Seul agli azzurri gliene fece quattro poco prima delle “notti magiche”.

Poi l’uomo con la busta della spesa che, in piazza Tienanmen, prova a fermare il carro armato, le suggestioni di Roma come era e quell’interrogazione in geografia politica, programmata per il 10 di novembre.

Quando tutto sembrava pronto, con la cartina dell’Europa Centrale ingoiata a memoria e gli ordinamenti letti e ripetuti, la sera prima venne giù un Muro… a Berlino!

Cartina da buttare… Aria rinnovata… E interrogazione… rinviata!

Il 1.9.8.9. trent’anni dopo…ovvero L’ultimo nastro der fijo de Mimì

Scritto, diretto e interpretato da Luca Milesi

Aiuto regia Maria Concetta Liotta

Videomaker Francesco Sotgiu

Assistente alla regia Domizia D’Amico

Ufficio stampa Rocchina Ceglia

 Teatro Tordinona, – Sala Strasberg,

Via degli Acquasparta n.16

Venerdì 8 e sabato 9 novembre 2019 alle ore 21.00

Domenica 10 novembre alle ore 18.00

Biglietti: Intero € 15,00 – Ridotto € 10,00 – Cral e studenti € 7,00

+ Tessera associativa Teatro Tordinona € 3,00

Info e prenotazioni 067004932

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Torna in scena Gennaro Duccilli in “Essere Don Chisciotte” 

Dopo lo straordinario successo ottenuto nella passata stagione teatrale Gennaro Duccilli porta in scena le folli avventure di Don Chisciotte al Teatro Flaiano.

In scena, dal 21 novembre al 1 dicembre 2019 al Teatro Flaiano di Roma.

Gennaro Duccilli e gli attori della compagnia Teatro della Luce e dell’Ombra in “Essere Don Chisciotte” un nuovo e visionario adattamento dell’opera di Miguel De Cervantes, per la regia di Gennaro Duccilli e con le scene del M°Sergio Gotti.

Lo spettacolo ripercorre le tappe più significative dell’esperienza del folle cavaliere errante e del suo fido scudiero Sancho Panza, privilegiando le cosiddette avventure “da strada”.

Ma parallelamente al dispiegarsi delle avventure che restituiscono scenicamente la vicenda “esteriore” della composizione del romanzo, lo spettacolo sviluppa le caratteristiche drammaturgiche “interiori” e quelle più propriamente teatrali.

Note di regia

“Essere Don Chisciotte”, per la regia di Gennaro Duccilli, è una messinscena che, pur rispettando a grandi linee gli avvenimenti narrati nel romanzo di Cervantes, cerca di dare un senso inedito alla folle storia di Don Chisciotte.

Innanzitutto Don Chisciotte è un libro che, parafrasando quanto ebbe a scrivere Michel Foucault, è la sua stessa esistenza:

“Lungo grafismo magro come una lettera, eccolo emerso direttamente dallo sbadiglio dei libri (…), non è che linguaggio, testi, fogli stampati, storia già scritta.”

Eppure a questo personaggio non manca la “vita”.

Don Chisciotte, pazzo per i libri di cavalleria, folle bambino adulto, “gioca” e fa sul serio nello stesso tempo. Nella confusione fra arte e vita, egli finalmente “recita”, perché davvero “vive”.

Ma non solo. “Essere Don Chisciotte” trasporta lo spettatore lì dove nasce l’impulso ad agire per cambiare uno status quo che ci opprime.

Ma dove nasce l’impulso ad agire?

Tra i lombi stanchi del nobile Hidalgo Don Chisciano, pazzo per i libri di Cavalleria, e con dentro un potente Desiderio di Vita quando già appare la luce del Tramonto, o forse è solo un ultimo pensiero di un clochard perduto tra il Nero delle Quinte e la Luce abbacinante della Scena?

Un clochard, “fuori luogo”, tra il Nero di una vita privata del Senso e un Senso nuovo delle cose che appaiono e scompaiono in quel luogo/non-luogo che è il Teatro, arbitrario ma per un attimo Perfetto.

Perfetto per il tempo in cui dura una singola scena, una singola vita.

Tematica

Come il poeta per Fernando Pessoa, così anche l’attore-Chisciotte finisce per fingere “così completamente che arriva a fingere che è dolore il dolore che davvero sente”.

Pur rimanendo “personaggio comico” fino alla morte, egli mostra nella sua follia individuale la scandalosa utopia del teatro.

Dulcinea è il nome di quest’ultima.

Non importa se sia vera o non vera: ella nomina quel luogo-non luogo della compiuta “identità” tra realtà e finzione; è quel punto metafisico in cui convergono la follia della mente e quella della scena.

Il personaggio creato da Miguel de Cervantes è sopravvissuto a quattro secoli inalterato e il suo messaggio, tanto potente da far partire la corsa della modernità, è ancora estremamente attuale.

Il nostro tempo è pieno di eroi che vincono sempre, i nostri giovani sono abituati a pensare che l’ideale sia quello di chi cade sempre in piedi, di chi mente, ribaltando le proprie idee, pronto a vendersi per rimanere dove è.

Teatro Flaiano. Don Chisciotte invece è l’eroe che cade, sempre, che ruzzola in continuazione, che si ribalta, ma che poi si rialza ogni volta.

È anche in questo la sua irriducibilità, in questo suo battersi per la verità e per la soluzione dei problemi, malgrado tutto.

Riscattare il Don Chisciotte dimenticato nelle pieghe profonde della nostra società, significa tornare a credere in valori condivisi comuni.

È il portare la condivisione nel mondo, portare dei valori alti e persuadere il prossimo a condividerli per riformare una nuova comunità, questa è la battaglia, ancora attuale, dell’irriducibile Don Chisciotte.

Cast

Gennaro Duccilli, Maurizio Castè, Simona Sanzò, Eleonora Cardei, Giovanni Sorrentino, Giordano Luci, Ariela La Stella, Antonio Maria Duccilli.

Cast Tecnico

Aiuto Regia: Eleonora Cardei; Scene: Sergio Gotti; Costumi: Luana Borro ; Luci: Antonio Accardo; Audio: Giulio Duccilli; Organizzazione: Teresa Barberio; Comunicazione e Marketing: CULT adv

Per informazioni:

Teatro della Luce e dell’Ombra

www.donchisciotte.net

Antonio Maria Duccilli –Comunicazione/Ufficio Stampa
tel: 366 2991096

Email: antonio.duccilli@gmail.cominfo@teatroluceombra.com

web: www.teatroluceombra.com

Facebook: www.facebook.com/teatroluceombra

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La Compagnia Torino Spettacoli presenta “Oh Dio mio” Piero Nuti – Miriam Mesturino al Teatro degli Audaci

Da venerdì 25 ottobre a domenica 27 ottobre (ven. e sab. ore 21 – dom. ore 18), al Teatro degli Audaci in via Giuseppe de Santis n. 29 a Roma, andrà in scena lo spettacolo “OH DIO MIO” di Anat Gov, con Piero Nuti e Miriam Mesturino, per la regia di Girolamo Angione.

Un testo ironico, intelligente e surreale, prodotto dalla Compagnia Torino Spettacoli, scritto da una delle più importanti drammaturghe israeliane Anat Gov.

Protagonista è Ella, Miriam Mesturino, psicologa e madre single di un ragazzino autistico, che riceve su appuntamento i suoi clienti, sviscerandone e curandone turbe e complessi.

Interpellata telefonicamente da un misterioso e angosciato signor D., interpretato da Piero Nuti, accetta di riceverlo con urgenza, e si trova davanti un uomo sussiegoso e imponente, che esita a darle informazioni su di sé.

Afferma dopo incalzanti pressioni da parte della psicanalista di avere 5766 anni, di essere artista e famoso, orfano dalla nascita e in preda a una secolare depressione: conosce presente-passato-futuro di Ella, sa tutto delle sue difficoltà familiari, sa che è atea, laica e femminista.

Pare l’abbia scelta per questo.

Il Signor D. in realtà è Dio e pretende di essere aiutato da lei, in un’ora di terapia, vuole guarire la sua incolmabile tristezza, la sua rabbia secolare, la delusione nei confronti del mondo.

Il signor D. scoppia a piangere, rivela il suo desiderio di morire, di non essere più l’Onnipotente, e acconsente a ripercorrere sotto la guida di Ella una sorta di anamnesi del suo male oscuro.

All’inizio della creazione, Dio era stato preso da un entusiasmo e da un’esaltazione euforica:

inventare il sole, la prima alba, la luna, gli alberi, la coccinella (e anche le zanzare!) l’aveva riempito di incredibile gioia e di orgogliosa soddisfazione.

Ma avrebbe dovuto fermarsi al quinto giorno, perché la balzana idea di dare vita all’uomo – di venerdì! – finì inevitabilmente per distruggere la sua pace, un Dio depresso, malato da 2000 anni, fragile seppur onnipotente che sta meditando di spazzar via il mondo con un nuovo diluvio universale.

Il testo, ricco di battute acute e sagaci, nel quale Piero Nuti e Miriam Mesturino affrontano i problemi esistenziali, il mistero della creazione, la vita umana, le ingiustizie, i dolori.

Due punti di vista contrapposti, quello di Dio, deluso e dell’uomo, schiacciato da un Dio crudele.

Entrambi i personaggi sono forti ma estremamente fragili e trovano nella comprensione e nell’amore la via per affrontare dolori e delusioni, con un’apertura finale verso l’ottimismo.

La fiducia e la speranza di momenti migliori, come quello in cui il figlio autistico di Ella, Lior, per la prima volta riesce a dire “mamma”.

Una commedia divertente e profonda nella quale con una recitazione brillante dei protagonisti, si esalta la particolarità e la modernità dello stile dell’opera della drammaturga israeliana.

Un testo pervaso dalla migliore tradizione yiddish, che, attraverso l’umorismo della sua interpretazione, battuta dopo battuta, diventa una vera e propria argomentazione teologica.

Oh Dio mio”

Teatro degli Audaci – via Giuseppe De Santis, n. 29 – Roma

Da venerdì 25 a domenica 27 ottobre 2019

Orari: venerdì 25 e sabato 26 ottobre ore 21.00 – domenica 27 ottobre ore 18.00

UFFICIO STAMPA CAROLA ASSUMMA                                                                       UFFICIO STAMPA GIANLUCA ASSUMMA

mob. +39 393 9117966                                                                                                      mob. +39 366 1775724

email: carola14.assumma@gmail.com                                                                          email: gianluca.assumma@gmail.com

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Rassegna Lazioinscena allo Spazio Rossellini presenta La vecchia memoria

Della storica Compagnia D’Origlia Palmi fondata dagli attori Bianca ed Emmanuel nel 1921 – e che finì la sua carriera nel piccolo teatro di Borgo Santo Spirito al Vaticano dove trascinò sé stessa e quel che rimaneva di un passato glorioso – non resta che il bagliore di un ricordo.

Eppure Bianca ed Emanuel ebbero un ruolo fondamentale nello sviluppo delle avanguardie romane che si nutrirono della loro recitazione di altri tempi e del loro trovaroba polveroso.

In questo lavoro, la dimensione artistica di D’Origlia Palmi e la loro fede profonda nel teatro come unico possibile orizzonte dell’esistenza, assumono valenza metafisica.

La “fine” dei due grandi attori simbolo di una forma “perduta” di teatro e teatralità è tutta giocata sull’estro dei due interpreti attuali, sulla loro personale ricerca e sulla rivisitazione del sogno ad opera di un giovane promettente drammaturgo.

Bianca ed Emmanuel sono stati il punto di partenza del nostro studio, ambientato nel 1969: anno della morte proprio di Bruno Emmanuel Palmi.

In questo lavoro ci siamo voluti discostare da una visione documentaristica e storicistica dei due personaggi, per approcciarli con uno sguardo più “comunitario”, usando la lente della “fine”.

Abbiamo immaginato i nostri due protagonisti persi in un paesino pieno di nebbia, alla ricerca del teatro parrocchiale nel quale dovranno esibirsi in un recital sui loro cavalli di battaglia.

La nebbia e il paese si riveleranno essere dimensioni metafisiche, realtà mistiche, dense di presagi, dove i due potranno vedere una rappresentazione mitica dell’imminente morte di Emmanuel ed avvicinarsi ad una favolistica origine del mondo, molto simile alla loro storia d’amore.

I due infatti, oltre che compagni di scena e direttori di compagnia, sono una coppia inseparabile da quarant’anni.

Ed è proprio davanti ad un paradiso naïve, estremamente ingenuo, popolato da angeli e putti simili ai personaggi di una rivista, che i due daranno fondo a tutte le loro dinamiche, ai giochi che li rendono compagni di vita e al conflitto che sembra minacciare la loro unità.

Infatti, davanti alla visione di una fine probabile, con l’avanzare dell’età e delle delusioni, vedendo morire la loro idea di teatro e ridursi sempre più la loro vita, i due reagiscono in due modi diametralmente opposti:

Emmanuel si arrende, sognando di volare in un Paradiso accogliente, sereno e imperturbabile, Bianca si oppone, continuando a lottare.

Questo conflitto, sottile e sotteso per tutto il primo atto, esplode nel secondo.

Siamo sul palco del loro teatro e scopriamo che tutto ciò che abbiamo visto finora altri non è che una messa in prova dell’ultimo testo di Emmanuel.

Un testo onirico, d’avanguardia, con cui il capocomico sogna di dare l’addio alle scene e, forse, alla vita.

Intuendo questa verità Bianca si ribella, cercando in tutti i modi di dimostrare al compagno di una vita quanto ancora ci sia da fare, si possa dare, quanto grande sia stata la loro vita e quanto unico e profondo il loro legame.

Discutendo del testo i due dialettizzano il loro rapporto e quella simbiosi che impedisce a lui di “andare” del tutto e a lei di “restare” del tutto.

Ma poi, profetizzando un Giudizio Universale laico, salvifico, egualitario e trionfante, troveranno la loro dimensione. Ognuno il giusto finale per la sua personalissima storia.

Fondata dagli attori Bianca D’Origlia ed Emmanuel Palmi nel 1921, la Compagnia fu attiva soprattutto nelle colonie italiane durante il ventennio fascista e si fece innovatrice presentando oltre al repertorio tradizionale dell’epoca, dei “kolossal al technicolor” di carattere sacro.

Il loro spettacolo più noto è il Christus, un dramma a quadri che racconta la storia di Gesù Cristo ricorrendo ad effetti speciali, quali, per esempio, le luci colorate.

Dopo il crollo del fascismo la Compagnia fu emarginata dalla maggior parte dei teatri italiani, soprattutto per il carattere “antico” delle sue rappresentazioni.

Fiera conservatrice dello stile del Grande Attore, la Compagnia trovò riconoscimento solo presso il Vaticano che le affidò un teatro a Borgo Santo Spirito, (Roma).

Dagli anni ’60 agli ’80 la compagnia si distinse soprattutto per le rappresentazioni kitsch sulle sante e per la recitazione passatista. Nei ’60, in particolare, fu al centro della vita mondana di Roma.

I suoi spettacoli erano frequentati da un pubblico di intellettuali, ricercatori, avanguardisti oltre che di suore, bambini, preti e borghesi cattolici.

Vittima di derisione e marginalizzazione, ridotta ormai ad essere una compagnia semiprofessionistica, la D’Origlia-Palmi ispirò molti artisti della scena formatisi all’epoca, tra cui Carmelo Bene e Paolo Poli, assidui frequentatori dei loro eventi.

Note di regia

Si è voluto lavorare nel modo più semplice possibile.

Essendo una storia che tratta della “fine” di due grandi attori, (e di una forma “perduta” di teatro e teatralità), si è concentrato tutto il lavoro scenico sull’estro dei due interpreti e sulla loro personale ricerca.

Con due sensibilità diverse, ma sintonizzate, Gloria Sapio e Maurizio Repetto hanno cercato le loro identità di personaggi.​

Il gioco è sul teatro, su una prima parte tesa tra clown e commedia e una seconda più scura, dura e diretta.

Dopo importanti lavori di ristrutturazione, la Regione Lazio restituisce alla città lo Spazio Rossellini, all’interno dell’Istituto Cine-Tv Roberto Rossellini, dando, grazie all’ATCL, nuova forma e destinazione agli studi in cui ha girato il grande regista.

Lo Spazio nasce con una vocazione per lo spettacolo dal vivo, l’alta formazione e la promozione degli artisti del territorio regionale.

Spazio Rossellini promuoverà diverse tipologie di interventi che riguarderanno il teatro – nelle sue diverse declinazioni e sfaccettature – la danza, la musica, il cinema, dando spazio a realtà che affrontano con mezzi differenti la pluralità dei linguaggi dello spettacolo dal vivo.

Sarà uno spazio da abitare e attivare, da pensare in chiave formativa, un luogo accogliente per le compagnie sostenute in periodi di residenza: in sintesi un polo dedicato alla creatività.

Un’importante occasione per creare una rete che coinvolga le Istituzioni a livello locale e nazionale, le università e i centri di formazione, le produzioni artistiche, le associazioni culturali e sociali che operano nel settore della cultura e dello spettacolo da vivo.

Il coordinamento artistico progettuale è di Katia Caselli

La Vecchia Memoria

testo e regia di Giacomo Sette

con Gloria Sapio e Maurizio Repetto

musiche e disegno luci Andrea Cauduro

assistente alla Regia Eleonora Penna

organizzazione Rossella Graffeo

foto e video Valeria Tommasulo

una produzione Settimo Cielo

dedicato a Bea e Renato

 SPAZIO ROSSELLINI
venerdì 18 ottobre – ore 21 – ingresso 5 euro (+d.p.)

tel 06 45426 982

via della vasca navale 58 – Roma

info@spaziorossellini.it

www.spaziorossellini.it

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La compagnia teatrale Cattive Compagnie in 39 SCALINI da un film di Alfred Hitchcock al Teatro Garbatella

Premio Cerami 2016 come Migior Spettacolo, Miglior attore non protagonista Alessandro Di Somma, Miglior Scenografia e Migliori Costumi.

Torna a grande richiesta a Roma, al Teatro Garbatella da venerdì 11 a domenica 20 ottobre, 39 SCALINI, la versione teatrale del noir hitchcockiano.

Il divertimento e le risate incontenibili sono assicurati dal primo ingresso in scena fino alla chiusura del sipario.

La black comedy è carica di un humour british e di una comicità orginale, a tratti grottesca, che impediscono al pubblico di staccare gli occhi dal palcoscenico anche per un secondo.

“39 scalini”, firmato dall’attenta regia di Leonardo Buttaroni e prodotto da AB Management, riprende l’opera scritta da Patrick Barlow nel 2005, pensata per soli quattro elementi.

Il cast esplosivo è composto da Alessandro Di Somma, Matteo Cirillo e Diego Migeni e Marco Zordan.

Il protagonista dell’opera, Richard Hannay, uomo d’affari intrappolato in un giallo apparentemente senza uscita, è interpretato come da copione da un solo attore (Marco Zordan)

Mentre agli altri tre (Alessandro Di Somma, Diego Migeni, Matteo Cirillo) spetta l’interpretazione vorticosa degli altri 38 personaggi, in un susseguirsi di gag esilaranti, intrighi, colpi di scena e citazioni cinematografiche che rendono lo spettacolo irresistibilmente suggestivo e coinvolgente.

I travestimenti, in un’impostazione metateatrale, si svolgono quasi sempre a vista, evidenziando la poliedricità e l’eccezionale versatilità degli attori.

I quali attori, con maestria, coinvolgono l’intera platea già dalla prima battuta: sono i veri artefici del successo di questa commedia noir, talmente capaci da dissimulare il confine tra copione e improvvisazione.

Una corsa vertiginosa fino all’ultimo travestimento dai ritmi narrativi serrati e incalzanti che conserva la ricchezza dei dettagli psicologici della versione cinematografica girata da Hitchcock nel 1935, da cui riprende l’umorismo graffiante e acuto, l’alta tensione e la suspense.

La scenografia, a cura di Paolo Carbone, rappresenta uno dei punti di forza della spy story: gli spettatori, sfruttando il potere dell’immaginazione, riescono a vedere un oggetto trasformarsi in qualcosa di completamente diverso.

Bauli, scale a pioli, ombrelli diventano così un treno, un’automobile, un aeroplano, una moto e molto altro.

Intrighi internazionali, complotti criminali, donne seducenti e ammaliatrici, un giallo sottile ed esilarante tutto giocato su gag e travestimenti, che omaggia un grande indiscusso maestro del cinema come Alfred Hitchcock e strizza l’occhio alla commedia inglese contemporanea.

Tour teatrale 2019/2020:

dall’11/10 al 20/10 Teatro Garbatella @ Roma

21/11 Teatro Troisi @ San Donato Milanese (MI)

dal 13/12 al 15/12 Teatro Dehon @ Bologna 

dal 24/04 al 26/04 Teatro Tor Bella Monaca @ Roma 

dal 6/05 al 10/05 Teatro Gioiello @ Torino 

Media Relations:
CGP Srl
Giorgio Cipressi
&
Giovanna Palombini palombini.giovanna@gmail.com +39.348.28.18.620
Greta De Marsanich 
Carola Piluso

AB MANAGEMENT 

Andrea Bianco +39.06.5041647

Stefano De Stefani + 39.320.0513912

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Continua il successo della commedia “otto donne e un mistero  al Teatro Quirino, traduzione di Anna Galiena adattamento di Micaela Miano

È Natale, fuori nevica ed è perfetto così, i regali sono al loro posto sotto l’albero, le luci e le note festose hanno invaso le stanze e su tutto si è appeso violentemente un profumo da donna.

Di quale donna, delle otto che sfarfalleggiano in casa?

Forse quella che ha pugnalato Marcel, tagliato i fili del telefono, trasformando una bella dimora di campagna in una prigione di paura.

E quando il fiato è sospeso, alla fine sotto quel profumo di donna si scopre un gran puzzo di morte.

C’è un mistero e intorno a esso… otto donne. Adesso sì che è tutto perfetto.

La struttura drammaturgica della commedia thriller di Robert Thomas è un ingranaggio perfetto per sedurre lo spettatore contemporaneo ormai abituato alla nuova generazione di criminologia psicologica.

Thomas offre inoltre quel valore aggiunto dei grandi scrittori di dosare con maestria la comicità noir d’oltralpe, di fare emergere sfacciatamente la lamina sarcastica e comica della vita contro la morte.

E lo fa attraverso la figura madre: la donna.

Ne sceglie otto: le più diverse, perché non sono personaggi ma personificazioni distinte della stessa identità-matrice. Come una Grande Madre che si fa Natura, Madonna, Dea, Terra e Morte.

Una prova d’attrice che con questa messinscena vogliamo fare emergere in chiave contemporanea, sia da un punto di vista recitativo che registico.

Una compagnia di donne di talento che scuoteranno le viscere drammaturgiche del testo con i loro segreti, le loro ambizioni verminose, le perverse visioni interpersonali, la loro arcaica animalità.

Nessuna complicità, nessuna affinità non battezzata come ipocrisia e invidia tra le donne, come è e come sempre sarà.

Per loro solo un fine: famelica sopravvivenza.

Lo spettacolo ha una durata di un’ora e cinquanta minuti incluso intervallo

Personaggi e interpreti

in ordine di entrata in scena

Sig.ra Chanel Antonella Piccolo

Louise Giulia Fiume

Mamy Paola Gassman

Suzanne Claudia Campagnola

Gaby Anna Galiena

Augustine Debora Caprioglio

Catherine Mariachiara Di Mitri

Pierrette Caterina Murino

costumi Françoise Raybaud

scene Fabiana Di Marco

musiche Massimiliano Pace

disegno luci Aliberto Sagretti

 regia GUGLIELMO FERRO

Ufficio stampa compagnia Silvia Signorelli

signorellisilvia@libero.it  Mob. +39 338 9918303

Monica Menna ufficiostampasignorelli@gmail.com  

Facebook: SiSicommunication – Twitter: @silviasignore

Sito www.comunicazioneeservizi.com

ufficio stampa Teatro Quirino
Paola Rotunno responsabile 339 3429716

Serena Antinucci 389 0334098

stampa@teatroquirino.it

ORARI SPETTACOLI
da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17, giovedì 4 aprile e giovedì 11 aprile ore 17
mercoledì 10 aprile ore 19, sabato 13 aprile ore 17 e ore 21

PREZZI da 34 a 13

Dal 2 al 14 aprile 2019

Teatro Quirino

via delle Vergini, 7

www.teatroquirino.it

botteghino 06.6794585

 

PTA – Piccolo Teatro di Acilia sabato 13 aprile 2019 ore 21,00 va in scena “…e ci chiamano matti”

Otto ospiti di una casa di cura mentale cercano di dimostrare ai dottori di non essere matti, ma di meritarsi la libertà. 

Dieci personaggi si alternano in scena in un tourbillon di battute, sfiorando il teatro dell’assurdo, rappresentando una realtà solo apparentemente nonsense e in modo delicato e irresistibilmente comico ci avvicineranno al mondo della follia.

In un’epoca in cui la legge Basaglia ha chiuso i cosiddetti “manicomi” si spiega come, ancora oggi, l’approccio al disagio mentale non metta al centro la persona, ma solo le sue superficiali nevrosi o psicosi.

Gli spettatori, condotti per mano in una catena concentrica di esilaranti scambi di battute serrate, compieranno un viaggio nelle storie di ogni personaggio, fino al finale a sorpresa e niente affatto scontato.

NOTE DI REGIA 

Il cast di questa versione è formato con uno scopo particolare.

Senza stravolgere l’assetto originale della prima versione della commedia, ho scelto attori e attrici in modo trasversale.

Il litorale romano è una fucina di compagnie teatrali spesso “in competizione” tra loro.

Questa volta l’esperimento registico è stato scegliere individualità forti, non solo attori, ma anche autori e registi delle compagnie più forti del territorio Ostiense. 

La Compagnia Fuori Tempo Massimo, la compagnia Compagni di scena, la compagnia Il cappellaio matto e la compagnia Mercanti di stelle confluiscono in un unico cast il cui obiettivo è quello di veicolare il senso più profondo dell’arte, senza divisioni e senza competizioni, a completo servizio dell’unico obiettivo che abbia senso davvero: il PUBBLICO. Monica Falconi

…e ci chiamano matti

di Luca Franco

Sabato 13 aprile ore 21,00

regia Monica Falconi

con Germano Germani, Sabrina Sgarra, Eleonora Allegretti, Paolo Pioppini, Giuseppe Chianese, Silvia Vari, Monica Falconi, Martina Galasso, Mauro Ballanti, Sara Mazzei

aiuto regia Giuseppe Chianese

tecnico Marcello Sindici

foto di scena Valerio Faccini

riprese Federico Volpi

PTA – Piccolo Teatro di Acilia

Via di Prato Cornelio 11 – 00125 Acilia (ROMA) 3458564336 – 0652355774

mail: piccoloteatroacilia@gmail.com

Biglietti:

Intero 10 euro + 3 di tessera

Ridotto per bimbi 7 euro + 3 di tessera

Ufficio stampa

Flaminio Boni

flaminioboni@gmail.com

Il 16 marzo alle ore 18.00 presso le Cantine Bacco-Nettuno, Anna Silvia Angelini in collaborazione con la libreria Fahrenheit 451 presenta il libro “La violenza Declinata” Bertoni Editore.

L’autrice Anna Silvia Angelini dialoga con la giornalista Katia Farina.

Interviene la Psicoterapeuta Orenada Dhimitri.

Letture a cura rdi Roberto Del Prete della Compagnia Liberi Teatranti.

Il lettore viene accompagnato ad attraversare i vari capitoli, passando dalla “nascita di una svolta” e cioè il perché nasce lo sportello “Uscita Di Sicurezza”.

Entrando nel vivo del libro con storie di violenza declinata relazionate dalla voce delle donne che l’hanno vissuta.

Ufficio Stampa Giò Di Giorgio

Organizzato dalla Compagnia Nazionale di Danza Storica.

La Compagnia Nazionale di Danza Storica diretta da Nino Graziano Luca ha celebrato il magico e divertente Gran Ballo di Carnevale tra le Epoche nella prestigiosissima Pinacoteca del Tesoriere, palazzo storico privato del XVII secolo, che custodisce affreschi di epoca barocca e capolavori di inestimabile valore.

Presenti alla serata due giovani attrici di televisione e cinema: Katia Greco e Miriam Galanti.

La prima la ricordiamo ultimamente nelle fiction “Il Cacciatore” e in “Che Dio ci aiuti 5”, prossimamente la vedremo al cinema nel film internazionale “The Elevator”.

La seconda, invece, apprezzata in tv nella fiction “Che Dio Ci aiuti 5” e al cinema nella pellicola “Quando corre Nuvolari”. Prossimamente al cinema protagonista nel film “Scarlett”.

Tra gli altri ospiti presenti anche il Principe Guglielmo Marconi Giovanelli

Il programma del Gran Ballo di Carnevale tra le Epoche ha visto danzare gli ospiti sulle note di: Carnival Waltz, The Waltzing Cat, Valzer delle Ore da Coppelia, Circassian Circle, Quadrille Il Pipistrello, Valzer da La Traviata, S. Bernard Waltz, The Triumph, Mazurka dal Gattopardo, Auretti’s Dutch Skipper, Childgrove, Musen Polka, National Waltz, Lilli Burlero, Virginia Reel , The Dhoon, Comical Fellow, Rinka, Russian Figure Waltzny, Russian Waltz Quadrille, Moscow Polka, Marcia di Radestzky.

Nel corso dell’evento i danzatori della Compagnia Nazionale di Danza Storica Rome Regency Dancers, coordinati da Giorgia De Luca ed accompagnati al Pianoforte dal M° Gabriele Ceccarelli, hanno danzato il Cotillon La Comme’re ed il Wilson Waltzes; la costumista teatrale Federica Carone ha, inoltre, presentato alcune delle sue creazioni, mentre il Beauty è stato curato da Silvia Canova per “Pablo art director Gil Cagne’”.

Il Presidente della Compagnia Nazionale di Danza Storica Nino Graziano Luca ha affermato: “In ogni momento delGran Ballo di Carnevale tra le Epoche, sembra di essere saliti su una macchina del tempo.

Il vagare avanti e indietro nello spazio e nel tempo, tipico della narrazione letteraria o cinematografica di fantascienza, pare materializzarsi sotto gli occhi dei partecipanti.

Dai costumi alle danze, dalle performance alle opere d’arte della location, si fluttua in maniera divertente dall’epoca rinascimentale all’inizio del ‘900”.

Ufficio Stampa

Licia Gargiulo – licia.gargiulo@gmail.com

Roma, arriva il Gran Ballo di Carnevale tra le Epoche nella magica cornice del Palazzo della Pinacoteca del Tesoriere, organizzato dalla Compagnia Nazionale di Danza Storica.

 Sabato 16 febbraio 2019 la Compagnia Nazionale di Danza Storica diretta da Nino Graziano Luca organizza il magico e divertente Gran Ballo di Carnevale tra le Epoche.

L’evento avrà luogo nella prestigiosissima Pinacoteca del Tesoriere, palazzo storico privato del XVII secolo, che custodisce affreschi di epoca barocca e capolavori di inestimabile valore.

Si trova in Piazza San Luigi dei Francesi a Roma, proprio di fronte alla celebre Chiesa che racchiude tre capolavori assoluti del Caravaggio: il Martirio di San Matteo, San Matteo e l’angelo e Vocazione di san Matteo.

Il Gran Ballo di Carnevale tra le Epoche sarà un viaggio nella storia del Costume e della Moda dal Rinascimento ad inizi ‘900 e prevede un Buffet curato da Chef Stellati e il Beverage aperto per tutta la durata del Ballo.

Il programma del Gran Ballo prevede: 

Carnival Waltz, The Waltzing Cat, Valzer delle Ore da Coppelia, Circassian Circle, Quadrille Il Pipistrello, Valzer da La Traviata, S. Bernard Waltz, The Triumph, Mazurka dal Gattopardo, Auretti’s Dutch Skipper.

E ancora: Childgrove, Musen Polka, National Waltz, Lilli Burlero, Virginia Reel , The Dhoon, Comical Fellow, Rinka, Russian Figure Waltzny, Russian Waltz Quadrille, Moscow Polka, Marcia di Radestzky.

Nel corso dell’evento i danzatori della Compagnia Nazionale di Danza Storica Rome Regency Dancers, coordinati da Giorgia De Luca ed accompagnati al Pianoforte dal M° Gabriele Ceccarelli, danzeranno il Cotillon La Comme’reed il Wilson Waltzes; la costumista teatrale Federica Carone presenterà alcune delle sue creazioni.

Il Presidente della Compagnia Nazionale di Danza Storica Nino Graziano Luca ha affermato:

“In ogni momento del Gran Ballo di Carnevale tra le Epoche, sembrerà di essere saliti su una macchina del tempo. Il vagare avanti e indietro nello spazio e nel tempo, tipico della narrazione letteraria o cinematografica di fantascienza, parrà materializzarsi sotto gli occhi dei partecipanti.

Dai costumi alle danze, dalle performance alle opere d’arte della location, si fluttuerà in maniera divertente dall’epoca rinascimentale all’inizio del ‘900”.

Ufficio Stampa

Licia Gargiulo – licia.gargiulo@gmail.com



Uno spettacolo intenso, particolare, ispirato al Riccardo III° di William Shakspeare, presentato dalla Compagnia Le Moustaches al Teatro Porta Portese.

Teatro Porta Portese il 12, 13 e 14 febbraio approda sul palco l’emozionante storia “Il giovane Riccardo”.

Storpio, timido e inadatto, Riccardo prova amore, paure, gioie e desideri, come ogni giovane ragazzo.

Il continuo e violento rifiuto muterà il carattere di Riccardo.

Il suo silenzioso e pacato carisma, la sua mai riconosciuta intelligenza, si muteranno in muta violenza, studiata vendetta e insaziabile ambizione.

LA TRAMA: Riccardo York ha solo diciassette anni.

Suo padre Edoardo, padrone di una gloriosa azienda petrolifera, è in fin di vita. Come unico erede, il destino del ragazzo sembra segnato.

Sarà lui a guidare l’impero di famiglia.

Tratto liberamente dal celebre dramma “Riccardo III”, di William Shakespeare, lo spettacolo racconta le difficoltà di Riccardo, costretto ad affrontare una vita dura.

Afflitto sin dalla nascita da una forte malformazione fisica, il giovane Riccardo ha un rapporto difficile con la madre Elisabetta e ambiguo con gli amici più stretti.

Amicizia, amore e potere. Riccardo è troppo sfortunato per essere detestato e troppo infido per essere amato.

Da Martedì 12 febbraio a giovedì 14 febbraio 2019  ore 21.00

Drammaturgia Alberto Fumagalli

con Alberto Fumagalli, Alice Bertini, Antonio Muro, Diego Tricarico, Ludovica d’Auria, Coregia Tommaso Ferrero, Scenografia Fulgenzio Fumagalli, Costumi Giulio Morini, regia Alberto Fumagalli

Produzione LMS-Les Moustaches e Teatro Studio1

Teatro Porta Portese

Via Portuense 102, Roma

Info e prenotazioni: tel. 06.5812395 – 3357255141

Biglietti: intero 13 €uro – ridotto 10 €uro (+ 2 €uro di tessera)




Debutta a Roma al Teatro Biblioteca Quarticciolo, la compagnia del Sole con “Love & Money” di Dennis Kelly

In anteprima regionale, venerdì 1 febbraio alle ore 21, Love & Money della Compagnia del Sole, in replica anche sabato 2 (ore 21) e domenica 3 febbraio (ore 18).

Lo spettacolo tratto dal testo omonimo di Dennis Kelly, già un classico della drammaturgia contemporanea, vede in scena Stella Addario, Flavio Albanese, Antonella Carone, Patrizia Labianca, Tony Marzolla e Domenico Piscopo diretti da Marinella Anaclerio su traduzione di Gian Maria Cervo, una produzione impreziosita dalle scene e costumi di Luigi Spezzacatene e dal disegno luci di Franz Catacchio.

Un testo che ci mette di fronte a quella che è la più grave perdita dell’umanità contemporanea: la perdita del senso del Sacro, ma non del Sacro inteso come qualcosa di esterno all’essere, ma del Sacro all’interno della vita stessa dell’individuo, il Sacro come il fuoco che alimenta la ricerca di una felicità superiore dell’essere, uno stato di grazia assoluto e non relativo. 

Love & Money testo del 2006 firmato dal drammaturgo britannico Kelly racconta la storia di una coppia, David e Jess, narrata con un tempo non lineare con una scrittura densa di immagini e ricca di situazioni. I contenuti arrivano non perché “detti” ma generati dalle relazioni tra i personaggi.

Scrittura ironica e tagliente, che nulla risparmia alle cento menzogne di cui i personaggi si circondano, rendendoli ai nostri occhi teneri e crudeli, suscitando riso rabbia ma anche compassione. 

Come mosche in un barattolo, i personaggi nuotano, si rincorrono, soffrono, trionfano, inconsapevoli che giorno dopo giorno, si stanno identificando con gli oggetti dei loro desideri cancellando la loro personalità in modo irrimediabile.

La Compagnia del Sole, nata con la creazione del progetto I Karamazov (Dello Spirito Della Carne Del Cuore) percorso di letture a partire da Dostoevkij che ha dato vita allo spettacolo andato in scena durante l’edizione 2010 del Mittelfest 2010.

La compagnia per scelta alterna lavoro su testi classici a quello su testi contemporanei, tra le ultime creazioni il Miles Gloriosus, L’Universo é un materasso (Premio Eolo 2018), Lingua Matrigna – da L’analfabeta di Agota Kristof, Quale droga fa per me? di Kay Hensel , Canto la storia dell’astuto Ulisse e Orlando pazzo per amore, tragicommedia popma ancheGuerra di Lars Norén e I numeri dell’Anima da Platone.

Dopo Ariosto, DeFilippo e Shakespeare, torna a confrontarsi con il contemporaneo grazie al testo di Dennis Kelly, autore riconosciuto a livello mondiale, nel panorama teatrale, cinematografico e televisivo.

CREDITI:

LOVE & MONEYdi Dennis Kelly – traduzione Gian Maria Cervo

con Stella AddarioFlavio AlbaneseAntonella CaronePatrizia LabiancaTony MarzollaDomenico Piscopo| regia Marinella Anaclerio

scena e costumi Luigi Spezzacatene| disegno Luci Franz Catacchio | scenotecnica Damiano Pastoressa | assistente ai costumi Marta Genovese  | assistente alla regia Francesco Casareale | riprese video Giovanni Botticella| foto Laila Pozzo | una produzione Compagnia del Sole

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