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La compagnia teatrale Cattive Compagnie in 39 SCALINI da un film di Alfred Hitchcock al Teatro Garbatella

Premio Cerami 2016 come Migior Spettacolo, Miglior attore non protagonista Alessandro Di Somma, Miglior Scenografia e Migliori Costumi.

Torna a grande richiesta a Roma, al Teatro Garbatella da venerdì 11 a domenica 20 ottobre, 39 SCALINI, la versione teatrale del noir hitchcockiano.

Il divertimento e le risate incontenibili sono assicurati dal primo ingresso in scena fino alla chiusura del sipario.

La black comedy è carica di un humour british e di una comicità orginale, a tratti grottesca, che impediscono al pubblico di staccare gli occhi dal palcoscenico anche per un secondo.

“39 scalini”, firmato dall’attenta regia di Leonardo Buttaroni e prodotto da AB Management, riprende l’opera scritta da Patrick Barlow nel 2005, pensata per soli quattro elementi.

Il cast esplosivo è composto da Alessandro Di Somma, Matteo Cirillo e Diego Migeni e Marco Zordan.

Il protagonista dell’opera, Richard Hannay, uomo d’affari intrappolato in un giallo apparentemente senza uscita, è interpretato come da copione da un solo attore (Marco Zordan)

Mentre agli altri tre (Alessandro Di Somma, Diego Migeni, Matteo Cirillo) spetta l’interpretazione vorticosa degli altri 38 personaggi, in un susseguirsi di gag esilaranti, intrighi, colpi di scena e citazioni cinematografiche che rendono lo spettacolo irresistibilmente suggestivo e coinvolgente.

I travestimenti, in un’impostazione metateatrale, si svolgono quasi sempre a vista, evidenziando la poliedricità e l’eccezionale versatilità degli attori.

I quali attori, con maestria, coinvolgono l’intera platea già dalla prima battuta: sono i veri artefici del successo di questa commedia noir, talmente capaci da dissimulare il confine tra copione e improvvisazione.

Una corsa vertiginosa fino all’ultimo travestimento dai ritmi narrativi serrati e incalzanti che conserva la ricchezza dei dettagli psicologici della versione cinematografica girata da Hitchcock nel 1935, da cui riprende l’umorismo graffiante e acuto, l’alta tensione e la suspense.

La scenografia, a cura di Paolo Carbone, rappresenta uno dei punti di forza della spy story: gli spettatori, sfruttando il potere dell’immaginazione, riescono a vedere un oggetto trasformarsi in qualcosa di completamente diverso.

Bauli, scale a pioli, ombrelli diventano così un treno, un’automobile, un aeroplano, una moto e molto altro.

Intrighi internazionali, complotti criminali, donne seducenti e ammaliatrici, un giallo sottile ed esilarante tutto giocato su gag e travestimenti, che omaggia un grande indiscusso maestro del cinema come Alfred Hitchcock e strizza l’occhio alla commedia inglese contemporanea.

Tour teatrale 2019/2020:

dall’11/10 al 20/10 Teatro Garbatella @ Roma

21/11 Teatro Troisi @ San Donato Milanese (MI)

dal 13/12 al 15/12 Teatro Dehon @ Bologna 

dal 24/04 al 26/04 Teatro Tor Bella Monaca @ Roma 

dal 6/05 al 10/05 Teatro Gioiello @ Torino 

Media Relations:
CGP Srl
Giorgio Cipressi
&
Giovanna Palombini palombini.giovanna@gmail.com +39.348.28.18.620
Greta De Marsanich 
Carola Piluso

AB MANAGEMENT 

Andrea Bianco +39.06.5041647

Stefano De Stefani + 39.320.0513912

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A suo tempo “Cattive inclinazioni” suscitò un’ondata di polemiche e di perplessità.

Il film di Pierfrancesco Campanella, realizzato nel 2003 ed appena rieditato in dvd dalla CG Entertainment, sta incredibilmente ottenendo un grosso riscontro di pubblico, oltre a un forte interesse mediatico.

Uscito sugli schermi distribuito dalla potente major americana Columbia Tristar, venne lanciato come thriller che omaggiava la tradizione dei gialli all’italiana degli anni settanta, quelli diretti da veri e propri maestri del settore come Dario Argento, Lucio Fulci, Umberto Lenzi, Sergio Martino e molti altri.

Un genere che faceva realizzare grandi incassi a fronte di budget spesso modesti e soprattutto che veniva facilmente esportato nel mondo, a differenza delle “commedie” che generalmente non oltrepassano mai i confini nazionali.

In realtà “Cattive inclinazioni” si rifà a quel filone noir entrato nella storia del cinema, anche perché nobilitato e rivalutato dalle dichiarazioni in anni recenti di Quentin Tarantino, ma lo fa in modo assolutamente personale, spingendo volutamente l’acceleratore sulla chiave trash.

In pratica Campanella prende in giro in modo plateale il thriller tradizionale, sparigliando le carte e giocando la cifra stilistica del tono grottesco e dell’atmosfera surreale.

Già dall’insolita arma del delitto (una squadra metallica da disegno) ai nomi buffi dati ai personaggi, al cast piuttosto “eterogeneo”, per non parlare del fatto che non ci sia un “unico” assassino, oltre alla divertita rappresentazione dell’ambiente televisivo, assetato di sangue a fini di share di ascolto.

Tutto rende evidente l’intenzione del regista di affrontare l’operazione con divertita autoironia.

Ironia che evidentemente manca a molti intellettualoidi ipercritici, che forse si prendono troppo sul serio e che non hanno compreso la sottile follia che pervade la trama di questo film, additando a difetti quello che invece dovrebbe essere un pregio:

l’assoluta originalità di un prodotto anticonformista e fuori dagli schemi.

Che può piacere o meno ma che non può essere “additato” a priori per il solo fatto che sia esageratamente poco verosimile, non assecondando la liturgia tradizionale del giallo puro.

Il film di Campanella, a dispetto di alcuni suoi feroci “detrattori”, ha comunque regalato molte soddisfazioni al suo autore: grande successo di vendita e noleggio in versione videocassetta, a ridosso dell’uscita cinematografica, e in seguito programmato a tappeto con successo su Sky.

Per poi essere teletrasmesso su RaiDue.

 Ma soprattutto è stato il mercato internazionale a rispondere positivamente, in particolar modo quello USA, dove il film è approdato in edizione doppiata in lingua inglese col titolo “Bad inclination”.

Oggi la riscoperta in edizione dvd, con arricchimento di interessanti contributi extra, ha portato alla “rivalutazione” a posteriori di un’opera forse non perfetta ma insolita e coraggiosa.

Il cast artistico è composto da Eva Robin’s, Mirca Viola, Elisabetta Cavallotti, Elisabetta Rocchetti, Florinda Bolkan e Franco Nero, quest’ultimo in un curioso cameo.