7 anni di José Cabeza e Julia Fontana al Teatro della Cometa

Il Teatro della Cometa, presenta, da mercoledì 13 novembre a domenica 1 dicembre, 7 ANNI, di José Cabeza e Julia Fontana con Giorgio Marchesi, Massimiliano Vado, Pierpaolo De Mejo, Serena Iansiti e Arcangelo Iannace, regia Francesco Frangipane.

In una serata carica di tensione i quattro soci di un’azienda di successo devono decidere chi pagherà per un crimine commesso.

Per salvare gli altri e l’azienda solo uno dei quattro si dovrà assumere la colpa e scontare sette anni di carcere.

Ma chi lo farà? Perché?

Come in una partita di scacchi i quattro si affrontano, mossa dopo mossa, alla ricerca dello scacco matto.

A dirigere la partita un arbitro che li aiuterà a trovare le risposte che cercano per arrivare a una possibile soluzione.

Note di regia

7 anni di carcere sono tanti? Possono cambiare la nostra vita?Quanto valgono? Possono essere barattati con qualcos’altro?

Sono questi gli interrogativi che si pongono i protagonisti di questa pièce, che si pone il pubblico insieme a loro e che mi sono posto anch’io per costruire la partitura tragica di questa spietata commedia.

La storia infatti è solo un meraviglioso pretesto per raccontare altro:

l’amicizia, l’amore ma anche la codardia e la meschinità messe a nudo da un evento scatenante che trasforma pian piano i protagonisti da potenziali vittime in autentici carnefici, essendo quella l’unica luce verso la salvezza.

 Cosa si è disposti a dire e a fare pur di salvarsi? Tutti interrogativi che mi permettono di indagare ancora una volta, come nei miei precedenti lavori, sulla psiche dell’essere umano.

Sui quattro soci, amici, amanti, vittime/carnefici di questo gioco al massacro ma anche sul mediatore, la figura naïf venuta dall’esterno e che li deve aiutare a decidere chi andrà in carcere.

Se da un lato è la voce dello spettatore dall’altro è colui che aiuterà lo spettatore stesso a trovare le risposte a quei perversi interrogativi.

L’epilogo beffardo è l’occasione per rendere ancora più tragica la condizione dei protagonisti e per permetterci di proiettarci oltre la situazione stessa, oltre l’immaginabile, lì dove neanche il testo arriva e dove invece deciderà di arrivare lo spettatore.

Il tutto in un’idea di messa in scena, ormai imprescindibile per me, che vuole continuare a tenere il pubblico dentro la scena e accompagnare lo spettatore per mano dentro la storia stessa fino a condividere le emozioni dei personaggi e farsi carico delle domande e dei dilemmi che travolgono i protagonisti. (Francesco Frangipane)

Ufficio Stampa Compagnia
Maurizio Quattrini | +39 338 8485333

maurizioquattrini@yahoo.it

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Waas/Barletti nel dittico di Bonn Park “Tristezza & Malinconia” e “Il ringhio della via lattea al Teatro Biblioteca Quarticciolo

 Al Teatro Biblioteca Quarticciolo Waas/Barletti presentano il dittico a firma dell’autore Bonn Park, Tristezza & Malinconia il 15 novembre alle ore 21.00, e Il ringhio della via lattea il 16 novembre alle ore 21.00.

 Tristezza & Malinconia, o il solo solissimo George di tutti i tempi.

C’era questa tartaruga delle Galapagos chiamata Lonesome George. Era l’ultimo esemplare della sua specie.

Non aveva più nulla da fare. Non in senso biologico, perché non c’era nessuno con cui riprodursi, né in senso politico, né in qualsiasi altro senso.

Appena due settimane dopo che Bonn Park ha iniziato la scrittura di questo testo, nella vita reale Lonesome George è morto.

Nel testo, invece, George vorrebbe tanto morire, ma ciò non è possibile: così almeno gli dice la sua compagna di scena, nonché narratrice e demiurga.

Un ritratto della nostra tutta contemporanea apatia, del disincanto di noi animali umani, svagati e filosofici perché coscienti, fin troppo, della nostra innata precarietà.

Una vera e propria specie in estinzione.

Il ringhio della via lattea. 16 novembre Teatro Quarticciolo

È ancora possibile salvare il mondo? Il piccolo alieno non lo sa. Davvero. Kim Jong Un intraprende finalmente un tentativo. Vorrebbe riunificare le due Coree.

Alle brutte anche con una bomba atomica. Un disilluso Donald Trump, licenziatosi, vorrebbe tanto fondere tutte le armi raccolte e disfarsi del proprio denaro.

Veramente! E che dire dei buoni propositi di Heidi Klum? O della donna che vuole salvare la Socialdemocrazia?

Cosa va cercando una giraffa fumatrice sulla scena?

E chi diavolo è questo Bonn Park, che si è infilato nel proprio stesso testo? Anche gli spettatori troveranno di sicuro il proprio posto, in questa strabordante disposizione sperimentale.

E, nel migliore dei casi, alla fine si sentiranno più vicini ai propri vicini di poltrona. Una dichiarazione d‘amore agli ultimi esseri umani.

Una serata per persone pronte ad assumere su di sé l‘eccessivo peso del mondo, e a smettere di camminare sui cadaveri.

Crediti

15 novembre

Barletti/Waas

in collaborazione con

Fabulamundi Playwriting Europe – Beyond Borders?

Tristezza & Malinconia

o il più solo solissimo George di tutti i tempi

di Bonn Park

un progetto di e con Lea Barlettie Werner Waas e con Simona Senzacqua

traduzione Lea BarlettiWerner Waas con il sostegno del Goethe-Institut | con la coproduzione di AREA 06 e ItzBerlin e.V.

16 novembre

Barletti/Waas

in collaborazione con Fabulamundi Playwriting Europe – Beyond Borders?

Il ringhio della via lattea

di Bonn Park

un progetto di e con Lea Barlettie Werner Waas

traduzione Lea BarlettiWerner Waas| interventi sonori dal vivo Marco Della Rocca| con il sostegno del Goethe-Institut | co-produzione  ItzBerlin e.V.

Teatro Biblioteca Quarticciolo Via Ostuni 8 – Roma

Direzione artistica Veronica Cruciani

Info e prenotazioni tel  06 69426222 – 0669426277 promozione@teatrobibliotecaquarticciolo.it

Botteghino feriali ore 18-21.30, festivi ore 16-18.30

Biglietti: intero 12 euro; Ridotto 10 euro (over 65, under 24, possessori Bibliocard)

Acquisto on line  http://www.biglietto.it/newacquisto/titoli.asp?ide=1802

www.teatrobibliotecaquarticciolo.itwww.teatriincomune.roma.it

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Otello è innamorato di Desdemona, Desdemona è innamorata di Otello, ma questo non basta.

Il progetto dello spettacolo prende spunto da queste suggestioni che ci hanno portato a scegliere di immaginare di rappresentare l’intera storia nell’arco del giorno del loro matrimonio.

La narrazione comincia subito dopo la cerimonia nuziale, all’inizio dei festeggiamenti, e termina prima che sia consumata la prima notte di nozze: tutto avviene nell’arco di 12 ore.

Il testo guida è, e rimane, l’Otello di Shakespeare ma in questa visione, caliginosa c’è spazio per innestare altre drammaturgie.

Drammaturgie talvolta teatrali (Pinter, Mamet, Greig), altre volte tratte da testi di canzoni (Ciampi, Led Zeppelin, Bersani, Dalida) o di poesie.

Lo spettacolo inizia con Desdemona, sola in scena, vestita da sposa, non sappiamo se quello che dice è riferito a ciò che è accaduto o a ciò che è destinato ad accadere.

Subito dopo la festa di matrimonio: sposi e invitati stanno festeggiando in un piccolo paese di provincia.

Otello e Desdemona solo bellissimi, ballano insieme, ammirati e rispettati da tutti nonostante un’evidente differenza di età.

Iago brinda con loro ma capiamo subito il suo rancore, l’invidia per una vita di felicità immaginata a lungo ma ormai irraggiungibile, per un ruolo di potere definitivamente perso.

Questi gli elementi narrativi che innescano il conflitto tra i personaggi, Iago riuscirà a screditare Desdemona e gli uomini di fiducia di Otello?

Costruendo un mondo rovesciato in cui solo a lui si deve gratitudine e fiducia e tutto il resto diviene materia da distruggere.

La provincia, il piccolo mondo in cui si muovono i personaggi, è il terreno che feconda le trame di Iago e che “giustificano” la violenza di Otello nei confronti di Desdemona

Desdemona accusata di tradimento, in un paese che si ritrova ignaro complice scavato da vecchi rancori, da invidie, da gelosie e pregiudizi.

Allo scontro di potere si aggiunge il desiderio carnale, intorbidito dal rancore, che Iago prova irresistibilmente nei confronti di Desdemona.

La giovane e bella ragazza di città che Otello è riuscito a conquistare a scapito di tutto il resto della compagnia del paese.

La tragedia si chiude con la sua l’inevitabile morte, sacrificata alle miserie di paese ancor prima di essere moglie vera e propria.

Con Marta De Santis, Giuseppe Savio, Marco Tizianel

Disegno luci Stefano Razzolini

Regia Marco Caldiron

TEATRO PORTAPORTESE

Via Portuense 102 – Roma Tel.065812395

BIGLIETTI

INTERO 15,00 EURO (13,00 EURO +2,00 DI TESSERA)

RIDOTTO 12,00 EURO (10,00 + 2,00 DI TESSERA)

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Toro sedato di Rodolfo Laganà, Paola Tiziana Cruciani e Roberto Corradi al Teatro degli Audaci

Laganà, nelle vesti di un indiano “metropolitano”, ma soprattutto molto “capitolino”, ironizza tra racconti, ricordi e immaginazioni sulla antica e complessa disciplina del far finta di nulla, di non capire. Teatro degli Audaci.

Dalla raccolta differenziata alle file al supermercato, fino ai virtuosismi per evitare di pagare le tasse, non c’e’disciplina più antica ed efficace.

Lo spettacolo esplora le motivazioni di questo fenomeno proprio per il motivo opposto: “E’ proprio quando abbiamo capito bene che famo finta de nulla…”.

Rodolfo porta in scena al Teatro degli Audaci alla sua maniera questa filosofia di vita, indispensabile per superare le difficoltà di tutti i giorni.

Quale Italiano non ha mai fatto almeno una volta l’Indiano? “Noi a Roma siamo maestri nel far finta de nun capi’…. abbiamo cominciato a ffa’ gli indiani ancor prima che li scoprissero, gli indiani!!!”.

Indiani non ci si improvvisa ma si nasce, e poi ci si specializza nel tempo fino ad arrivare a livelli di assoluto professionismo.

“Avevo voglia di tornare allo show e cosi abbiamo dato vita a ‘Toro Sedato’, indiano romano, con uno spettacolo in cui si ride davvero parecchio!! Parola di Toro Sedato. AUGH!! (anzi AO’!!) …”

TEATRO DEGLI AUDACI

Via Giuseppe De Santis, 29 – 00139 Roma

(zona Porta di Roma) – tel. 06/94376057 – www.teatrodegliaudaci.it

Giovedì, venerdì, sabato ore 21,00 –  domenica ore 18,00

Orari botteghino (06-94376057): dal lunedì al sabato 10:00/13:00 – 15:00/20:00 e domenica 15:00/20:00.

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8-9 novembre 2019, ore 21.00 – 10 novembre ore 18.00, aggiunta replica sabato 9 alle 17,30

Arriva al Teatro Tor Bella Monaca l’acclamato ”8 donne e un mistero” con un cast straordinario composto da Anna Galiena, anche traduttrice del testo.

 Debora Caprioglio, Caterina Murino, Paola Gassman e con Antonella Piccolo, Claudia Campagnola, Giulia Fiume, Mariachiara Di Mitri.

Natale, fuori nevica ed è perfetto così, i regali sono al loro posto sotto l’albero, le luci e le note festose hanno invaso le stanze e su tutto si è appeso violentemente un profumo da donna.

Di quale donna, delle otto che sfarfalleggiano in casa?

Forse quella che ha pugnalato Marcel, tagliato i fili del telefono, trasformando una bella dimora di campagna in una prigione di paura.

E quando il fiato è sospeso, alla fine sotto quel profumo di donna si scopre un gran puzzo di morte.

C’è un mistero e intorno a esso… otto donne. Adesso sì che è tutto perfetto.

La struttura drammaturgica della commedia thriller di Robert Thomas è un ingranaggio perfetto per sedurre lo spettatore contemporaneo ormai abituato alla nuova generazione di criminologia psicologica.

Thomas offre, inoltre, quel valore aggiunto tipico dei grandi scrittori di dosare con maestria la comicità noir d’oltralpe, di fare emergere sfacciatamente la lamina sarcastica e comica della vita contro la morte.

E lo fa attraverso la figura madre: la donna.

Ne sceglie otto: le più diverse, perché non sono personaggi ma personificazioni distinte della stessa identità-matrice.

Come una Grande Madre che si fa Natura, Madonna, Dea, Terra e Morte.

Una compagnia di donne di talento che scuotono le viscere drammaturgiche del testo con i loro segreti, le loro ambizioni verminose, le perverse visioni interpersonali, la loro arcaica animalità.

Nessuna complicità, nessuna affinità non battezzata come ipocrisia e invidia tra le donne, come è e come sempre sarà. Per loro solo un fine: famelica sopravvivenza.

venerdì 8 e sabato 9 ore 21
domenica 10 ore 17,30

Teatro Tor Bella Monaca, AGGIUNTA REPLICA —► sabato 9 ore 17,30

di Robert Thomas
traduzione di Anna Galiena
adattamento di Micaela Miano
regia Guglielmo Ferro
con Anna Galiena, Debora Caprioglio, Caterina Murino
con la partecipazione di Paola Gassman
e con Antonella Piccolo, Claudia Campagnola, Giulia Fiume, Mariachiara Di Mitri
musiche Massimiliano Pace
scene Fabiana Di Marco
disegno luci Aliberto Sagretti
costumi Françoise Raybaud

La Pirandelliana srl | Compagnia Moliere srl in collaborazione con ABC Produzioni

BIGLIETTI
intero 10,50 Euro
ridotto 8,50 Euro
giovani 7,00 Euro
invalidità 5,00 Euro
diversamente abili 2,50 Euro
prezzo speciale GIFT CARD 7,50 Euro

info e prenotazioni 06/2010579
promozione@teatrotorbellamonaca.it

Teatro Tor Bella Monaca

Via Bruno Cirino angolo Via Duilio Cambellotti

Prenotazioni: tel 06 2010579 

Botteghino: feriali ore 18-21.30, festivi ore 15-18.30

Ufficio promozione: ore 10-13.30 e 14.30-19

promozione@teatrotorbellamonaca.it

www.teatrotorbellamonaca.itwww.teatriincomune.roma.it

Ufficio stampa: Brizzi comunicazione

Cecilia Brizzi c.brizzi@brizzicomunicazione.it –  Tel 06 39038091 – 39030347 334 1854405

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Foto By Adriano Di Benedetto

 


Dal 7 al 9 novembre 2019, ore 21.00 al Teatro Tor Bella Monaca va in scena “7 anni”

Con Giorgio Marchesi, Massimiliano Vado, Pierpaolo De Mejo, Serena Iansiti, Arcangelo Iannace

Teatro Tor Bella Monaca, 7 anni di carcere sono tanti? Possono cambiare la nostra vita? Quanto valgono? Possono essere barattati con qualcos’altro?

In una serata carica di tensione i quattro soci di un’azienda di successo devono decidere chi pagherà per un crimine commesso.

Per salvare gli altri e l’azienda solo uno dei quattro dovrà assumere la colpa e scontare sette anni di carcere. Ma chi lo farà? Perché?

Come in una partita a scacchi i quattro si affrontano mossa dopo mossa alla ricerca dello scacco matto.

A dirigere la partita un arbitro che li aiuterà a trovare le risposte per arrivare ad una possibile soluzione.

“La storia è solo un meraviglioso pretesto per raccontare altro – sottolinea il regista Francesco Frangipane .

L’amicizia, l’amore ma anche la codardia e la meschinità messe a nudo da un evento scatenante che trasforma pian piano i protagonisti da potenziali vittime in autentici carnefici, essendo quella l’unica luce verso la salvezza.

Cosa si è disposti a dire e a fare pur di salvarsi?

Tutti interrogativi che mi permettono di indagare ancora una volta, come nei miei precedenti lavori, sulla psiche dell’essere umano”.

Oltre ai quattro soci, amici, amanti, vittime/carnefici di questo gioco al massacro in scena è presente un mediatore, figura naïf venuta dall’esterno e che li deve aiutare a decidere chi andrà in carcere.

Teatro Tor Bella Monaca. Se da un lato è la voce dello spettatore dall’altro è colui che aiuterà lo spettatore stesso a trovare le risposte a quei perversi interrogativi.

L’epilogo beffardo è l’occasione per rendere ancora più tragica la condizione dei protagonisti e per permetterci di proiettarci oltre la situazione stessa, oltre l’immaginabile, lì dove neanche il testo arriva e dove invece deciderà di arrivare lo spettatore.

Il tutto in un’idea di messa in scena, ormai imprescindibile per me, – conclude Frangipane– che vuole continuare a tenere il pubblico dentro la scena.

Accompagnare lo spettatore per mano dentro la storia stessa fino a condividere le emozioni dei personaggi e farsi carico delle domande e dei dilemmi che travolgono i protagonisti.

giovedì 7, venerdì 8 e sabato 9 ore 21

Di José Cabeza e Julia Fontana, traduzione Enrico Ianniello, regia Francesco Frangipane, con Giorgio Marchesi, Massimiliano Vado, Pierpaolo De Mejo, Serena Iansiti, Arcangelo Iannace, luci Giuseppe Filipponio, scene Francesco Ghisu, costumi Cristian Spadoni, aiuto regia Massimiliano Benvenuto, voice off Vanessa Scalera, foto di scena Manuela Giusto

Argot Produzioni

BIGLIETTI
intero 10,50 Euro
ridotto 8,50 Euro
giovani 7,00 Euro
invalidità 5,00 Euro
diversamente abili 2,50 Euro
prezzo speciale GIFT CARD 7,50 Euro

info e prenotazioni 06/2010579
promozione@teatrotorbellamonaca.it

Teatro Tor Bella Monaca

Via Bruno Cirino angolo Via Duilio Cambellotti

Prenotazioni: tel 06 2010579 

Botteghino: feriali ore 18-21.30, festivi ore 15-18.30

Ufficio promozione: ore 10-13.30 e 14.30-19

promozione@teatrotorbellamonaca.it

www.teatrotorbellamonaca.itwww.teatriincomune.roma.it

Ufficio stampa: Brizzi comunicazione

Cecilia Brizzi c.brizzi@brizzicomunicazione.it –  Tel 06 39038091 – 39030347 334 1854405

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Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini presenta al Off/Off Theatre”Io, mai niente con nessuno avevo fatto”

Al Off/Off Theatre. Drammaturgia e regia Joele Anastasi, con Joele Anastasi, Enrico Sortino, Federica Carruba Toscano

Scene e Costumi Giulio Villaggio, Light Designer Joele Anastasi, Aiuto Regia Nicole Calligaris, Foto Dalila Romeo, Video Davide Marucci, Grafica Giuseppe Cardaci

 Una creazione Vuccirìa Teatro

 Best Show – San Diego International Fringe Festival 2014

 Miglior Spettacolo, Migliore Drammaturgia, Migliore Attore – Roma Fringe Festival 2013

Spettacolo Vincitore Stazioni D’Emergenza 2013 Teatro Stabile d’Innovazione, Galleria Toledo, Napoli

Premio della Critica Festival Direction Under30 – Teatro Social, Gualtieri

Da martedì 12 a domenica 17 novembre 2019 all’OFF/OFF Theatre va in scena il poetico “Io, Mai Niente Con Nessuno Avevo Fatto”.

Un testo pluripremiato, scritto e diretto dalla delicata penna di Joele Anastasi, spettacolo-rivelazione dell’apprezzata compagnia Vuccirìa Teatro, che vede in scena insieme allo stesso Anastasi, Enrico Sortino e Federica Carruba Toscano.

In un momento storico in cui prepotente ritorna il fardello dell’AIDS, quasi a voler ricordare che la battaglia non è ancora finita e che tutte le discriminazioni subite non sono state un brutto incubo, ma un recente ricordo che ancora pulsa sulla pelle di coloro i quali gli sono sopravvissuti, lo spettacolo di

Joele Anastasi è un pugno in faccia, leggero come una piuma.

Dalla sua prima messa in scena, il testo colleziona applausi e illustri consensi, sbancando il Roma Fringe Festival nel 2013.

Strabiliando il San Diego International Fringe Festival nel 2014 e poi a Napoli, vincendo Stazioni D’Emergenza alla Galleria Toledo e garantendosi il Premio della Critica al Festival Direction Under30 del Teatro Sociale di Gualtieri.

Il ritorno a Roma di Vuccirìa Teatro e dei suoi grandi e giovanissimi attori, è un momento imperdibile e fortemente voluto dal direttore artistico Silvano Spada, che senza alcun dubbio ha deciso di rendere la compagnia siciliana protagonista della terza stagione di Via Giulia.

Una stagione portatrice sana di valori necessari e di cui le parole “ascolto” e “inclusione” sono indiscutibilmente parte.

Siamo nella Sicilia di fine anni’90.

Due cugini crescono come fratello e sorella, giocando per cancellare la solitudine ancestrale di una famiglia senza padri.

Entrambi sono prede vulnerabili, prive di consapevolezze o difese. Dietro le persiane c’è un paese che spia, giudica e non vive.

I due giovani tentano di combattere il loro destino per sognare; lei sogna di lasciare quell’isola che li culla e li affoga, lui invece, sogna di amare liberamente un uomo.

All’Off/Off. E così, come in una tragedia antica va espiata la colpa di chi si ribella, il giovane puro è sporcato dallo spettro dell’HIV.

Lui che “mai niente con nessuno aveva fatto”, s’infetta d’amore. E mentre tutti già piangono la sua morte, il suo istinto alla vita esplode candido e redime il paese.

“Lo abbraccio e gli dico che gli devo dire delle cose molto importanti. Gli dico che io per lui, pure la femmina avrei fatto e che in ospedale mi hanno detto che ho l’Aids.”

Off/Off Theatre. SINOSSI

Sicilia. Io, mai niente con nessuno avevo fatto è la storia di Giovanni, incarnazione dell’ingenuità e della passione allo stato puro, dell’innocenza che supera tutte le barriere della conoscenza e dell’ignoranza:

Un pezzo unico di anima che dice tutto quello che pensa, che crede a tutto quello che gli viene detto.

Giovanni è la forza e il coraggio di chi non riesce a vedere il mondo se non come uno spartito di note da danzare.

L’istinto alla vita, alla sopravvivenza. Al di là della malattia.

Al di là del male. L’universo in cui gravitano i tre personaggi di questa pièce è un universo popolare.

Uno scenario pieno di brutalità e d’istinto. Dove nulla è comandato dalla mente ma solo dall’impulso del corpo.

Uomini che sono bestie, che sono angeli, che sono demoni. La violenza si scontra con l’ingenuità, in un mare di brutalità, dove Rosaria, cugina di Giovanni, è tutto per lui.

Sorella, fidanzata, madre e figlia.

C’è spazio per l’amore, c’è spazio per la rivalsa. Ma tutto ha un prezzo.

Giovanni lo sconterà attraverso gli occhi ambigui e violenti e il corpo pulsante e focoso di Giuseppe, insegnante di danza, unico amore-amante di Giovanni.

E se è vero che tutto il peso ricade proprio su Giovanni, ingenuo e puro, lui sarà l’unico capace di sopportare questo peso e di non sentirne addosso la minima pressione riscattandosi proprio attraverso i corpi e le anime dilaniate di Rosaria e Giuseppe.

Ma saranno tre corpi, quelli dei protagonisti, che non si incontreranno mai.

Vivranno uniti solo nel ricordo, nella maledizione, nel tentativo ora di ricordare e ora di dimenticare.

OFF/OFF THEATRE

Via Giulia 19 – 20 – 21, Roma / DIREZIONE ARTISTICA SILVANO SPADA

Costo Biglietti: Intero 25€; Ridotto Over65 18€; Ridotto Under35 15€;

Dal Martedì al Sabato h.21,00 – Domenica h.17,00

Info e Prenotazioni: +39 06.89239515 – offofftheatre.biglietteria@gmail.com

SITO: http://off-offtheatre.com/ – FB: https://www.facebook.com/OffOffTheatreRoma/ – IG: https://www.instagram.com/offofftheatre/?hl=it

Ufficio Stampa Carla Fabi Roberta Savona
Carla: carla@fabighinfanti.it
, 338 4935947 – Roberta: savonaroberta@gmail.com , 340 2640789
FB: https://www.facebook.com/UfficioStampaFabiSavona/ – IG: https://www.instagram.com/ufficiostampafabisavona/?hl=it

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I Girasoli presentano al Teatro PortaPortese L’uomo che sognava gli struzzi

L’11 novembre 2019 approda al Teatro PortaPortese la straordinaria storia di un sognatore d’eccezione:

“L’uomo che sognava gli struzzi” di Bepi Vigna, con Fabrizio Passerotti per la regia di Giulia D’Agostini.

“L’uomo che sognava gli struzzi” parla di un uomo, un uomo speciale che aveva un gradissimo talento: era un sognatore d’eccezione!

Parla dei sogni degli uomini ed in particolare di un sogno folle, uno di quei sogni che ognuno di noi ha in fondo al cuore ma che solo pochi hanno l’ardire di provare a realizzare.

É uno di quei racconti che ti prendono per mano e ti accompagnano in uno stupefacente viaggio, dove la realtà sembra solo il frutto della fervida immaginazione del narratore…

Bepi Vigna ha portato, prima tra le pagine del suo libro poi sotto forma di testo teatrale, la vera storia di Peppino Meloni.

La storia racconta il suo incredibile talento narrativo le vicende che lo hanno portato a coronare il suo incredibile sogno di creare un allevamento di struzzi nel bel mezzo dell’Ogliastra!

Credere nei propri sogni, anche se pazzi, anche se controcorrente… perché solo sognare ci rende vivi!

TEATRO PORTAPORTESE

Via Portuense 102 – Roma Tel.065812395

BIGLIETTI

INTERO 15,00 EURO (13,00 EURO +2,00 DI TESSERA)

RIDOTTO 12,00 EURO (10,00 + 2,00 DI TESSERA)

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Tre spettacoli a teatro da protagonista e un docu-film sulla dolce vita in vista.

Un anno ricco di impegni lavorativi per Ludovico Fremont il prossimo al Teatro de’ Servi

Reduce dal successo per il debutto di “Tre attori in affitto” prodotto da Andrea Preti e “L’isola magica – Shakespeare In Dream” di Elisa Barucchieri (sorella di Elena Sofia Ricci) e prodotto dalla compagnia Res Extensa.

Dall’8 al 24 novembre, invece, Fremont sarà protagonista al Teatro dei Servi di Roma con Per Favore Non Uccidete Cenerentola, testo vincitore del Premio “Una commedia in cerca di autori 2018”.

In fondo siamo tutti Cenerentola, siamo tutti prigionieri di piccoli segreti che non aspettano altro che il lieto fine.

Glauco è un vedovo, padre di due gemelli, che vive in un piccolo paese di provincia.

Quando i figli, ormai alla conclusione delle scuole superiori, iniziano a parlargli di progetti lontani dal nido familiare, scatta in lui un timore lancinante: tornerà ad essere solo.

Glauco però è tutt’altro che solo: a tenergli compagnia ci sono il suo inseparabile amico Leonardo e il fantasma dell’adorata estrosa moglie Teresa!

Ma chi è Cenerentola? Chi è la principessa di questa intricata favola? Al Teatro de’ Servi

Uno spettacolo sull’amore in tutte le sue declinazione e sulla fragilità di ognuno che, con un delicato tono da commedia, riesce ad affrontare un tema difficile, e lo fa seriamente: un piccolo inno alla diversità, un invito a cercare di racimolare quanta più felicità possibile.

Ludovico Fremont nasce a Roma da padre francese e da madre italiana. Dal 1992 al 1994 studia recitazione presso il Collegio Nazareno dove si diplomerà nel 2000.

Teatro. Successivamente si diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico.

Nel 2004 prende parte allo spettacolo teatrale “La Centaura” nel ruolo del “Centaurino” con Mariangela Melato diretto dal Maestro Luca Ronconi.

Esordisce in TV nella seconda serie di Lui e lei (1999), con Enrico Mutti e Vittoria Belvedere.

Nel 2006 raggiunge la popolarità partecipando alla serie televisiva “I Cesaroni“, in cui ha il ruolo di Walter Masetti e in seguito prenderà parte a ruoli di rilievo in fiction come “La Figlia Del Capitano“ per la regia di Giacomo Campiotti, “Un’altra Vita” per la regia di Cinzia TH Torrini e come Guest Star in “Che Dio Ci Aiuti“.

Nel 2007 arriva sul grande schermo con il film ”Scrivilo sui muri in cui è protagonista insieme a Cristiana Capotondi per la regia di Giancarlo Scarchilli. Sempre nel 2007 vince, in coppia con Silvia Fontana.

La seconda edizione di “Notti sul ghiaccio“, condotta da Milly Carlucci su Rai Uno.

Prosegue intanto la sua carriera cinematografica con il film Noi due, regia di Enzo Papetti, successivamente, girerà il film Sei giorni sulla terra diretto da Varo Venturi e il film “Natale a Rio“ per la regia di Neri Parenti con Christian De Sica.

Nell’estate del 2011 lavora in Sudafrica con la BBC nel film televisivo “The Sinking of the Laconia“ diretto da Uwe Janson, a fianco di Brian Cox, Franka Potente, Ken Duken.

Nel 2013 interpreta il ruolo di “Cris” nell’ opera prima di Giuseppe Ferlito per il film cinema “Presto farà giorno“ con Jordi Mollà e Chiara Caselli .

In seguito, sarà protagonista di numerosi spettacoli teatrali, quali “Uomini Senza Donne“,La Fabbrica Dei Bottoni Di Sughero“ e “A Testa Alta“ .

In seguito, presenta al Festival Del Cinema di Roma nella sezione Alice Nella Città il suo primo lungometraggio dal titolo “The Answer”.

Spettacolo “Tre attori in affitto”

Dal 17 al 18 dicembre 2019 Auditorium Mortara (Pavia)

Dal 22 al 23 febbraio 2020 Napoli

Dal 7 al 11 aprile 2020 teatro Tirso De Molina a Roma 

Spettacolo “Per favore non uccidete Cenerentola”

Dal 8 al 24 novembre 2019 Teatro dei Servi a Roma 

Dal 28 novembre al 15 dicembre 2019 teatro Martinit a Milano

Dal 20 al 21 dicembre teatro di Villazzano (Trento)

Spettacolo “L’isola magica – Shakespeare in dream”

Il 18 al 19 spettacolo Brindisi, Teatro Verdi

Il 7 e 8 Spettacolo Cerignola

Distinti saluti,

Francesco Fusco

Press Agent

3384980862

http://www.francescofuscopress.com/

francesco.fusco81@gmail.com

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Mbira concerto di musica, danza e parole per piazze e teatri, Teatro Biblioteca Quarticciolo

Quanto ha contribuito l’Africa a renderci quelli che siamo? Lo scoprirete al Teatro Biblioteca Quarticciolo.

Per molti secoli europei e arabi hanno esplorato, colonizzato e convertito ogni angolo del pianeta.

Oggi tante culture sono perdute e quella occidentale è diventata per molti versi il riferimento universale.

Impossibile dire se sia un bene o un male o sapere se i colonizzati prima della colonizzazione fossero più o meno felici.

Sta di fatto che il mondo è sempre più piccolo e meno vario, pieno di televisioni che trasmettono gli stessi programmi e di negozi identici che vendono prodotti identici dalla Groenlandia alla Terra del Fuoco, dalla California, a Madrid, a Riyad a Tokio.

Ma spesso nel processo di colonizzazione capita che il conquistatore cambi irreversibilmente entrando in contatto con la cultura dei conquistati.

Di questo prova a parlare Mbira, un concerto per due danzatrici, due musicisti e un regista che – utilizzando musica, danza e parola – tenta di fare il punto sul complesso rapporto fra la nostra cultura e quella africana.

Mbira è il nome di uno strumento musicale dello Zimbabwe ma anche il nome della musica tradizionale che con questo strumento si produce.

“Bira” è anche il nome di una importante festa della tradizione del popolo Shona, la principale etnia dello Zimbabwe, in cui si canta e balla al suono della Mbira.

Mbira è però anche il titolo di una composizione musicale del 1981 intorno alla quale è nata una controversia che ben rappresenta l’estrema problematicità e complessità dell’intrico culturale e morale che caratterizza i rapporti fra Africa ed Europa.

Mbira è insomma una parola intorno a cui si intreccia una sorprendente quantità di storie, teatro, musiche, balli, feste e riflessioni su arte e cultura.

Fanno da trama ad uno spettacolo che, combinando stili e forme, partiture minuziose e improvvisazioni, scrittura e oralità, contemplazione e gioco, ha come inevitabile epilogo una festa.

Mbira è insomma una parola che offre un pretesto ideale per parlare di Africa e per mettere in evidenza quanto poco, colpevolmente, se ne sappia.

Convinzione che il gesto più sovversivo oggi sia quello di ricordare che, prima di affermare certezze, in generale sarebbe saggio conoscere l’argomento di cui si parla.

Il teatro borghese nasce per i teatri, la musica pop per gli stadi.

Progetti come Mbira nascono invece per tutti quei posti in cui c’è voglia e bisogno di distrarsi, divertirsi e stare bene senza necessariamente smettere di pensare o di porsi domande sul proprio ruolo e sul proprio rapporto con gli altri.  

musiche MARCO ZANOTTI, ZAM MOUSTAPHA DEMBÉLÉ, testi RENATO SARTI, ROBERTO CASTELLO con la preziosa collaborazione di ANDREA COSENTINO

 Interpreti SUSANNAH IHEME, GISELDA RANIERI, SUSANNAH HIEME (danza/voce), MARCO ZANOTTI (percussioni, limba) ZAM MOUSTAPHA DEMBÉLÉ (kora, tamanì, voce, balafon), ROBERTO CASTELLO

 Produzione ALDES – Teatro della Cooperativa con il sostegno di MIBAC, Direzione Generale Spettacolo dal vivo, REGIONE TOSCANA Sistema Regionale dello Spettacolo, Romaeuropa Festival, media partner NIGRIZIA

 ALDES sostiene l’opera di informazione critica della rivista Nigrizia, cui vanno i proventi della vendita delle t-shirt dello spettacolo

un ringraziamento a Cooperativa Sociale Odissea 

Teatro Biblioteca Quarticciolo

Via Ostuni 8 Roma

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Teatro Tordinona la Compagnia Enter presenta 1.9.8.9. ovvero L’ultimo nastro der fijo de Mimì

 Dall’8 al 10 novembre torna in scena Luca Milesi, e lo fa nuovamente al Teatro Tordinona di Roma con 1.9.8.9.  ovvero L’ultimo nastro der fijo de Mimì.

Ultimo capitolo della trilogia prodotta dalla Compagnia Enter, scritto diretto e interpretato dallo stesso Milesi, affiancato nella regia da Maria Concetta Liotta.

Il protagonista di chiusura per la Trilogia dedicata alla Memoria e alla Famiglia è… un “anno”. E che anno!

Sulla scena, per l’ultima volta, il nostro amico ora ha come unica compagnia un registratore ed una bobina.

“L’ultimo nastro der fijo de Mimì” diffonderà la musica di un anno straordinario, che ha cambiato per sempre le vite di quelli che c’erano e di coloro che son venuti dopo.

Questa volta il nostro amico tornerà indietro all’età più bella, i quindici anni, e rivivrà tutto.

L’esordio al liceo, giusto un anno prima, e il tema d’italiano dedicato allo Zambia, che alle Olimpiadi di Seul agli azzurri gliene fece quattro poco prima delle “notti magiche”.

Poi l’uomo con la busta della spesa che, in piazza Tienanmen, prova a fermare il carro armato, le suggestioni di Roma come era e quell’interrogazione in geografia politica, programmata per il 10 di novembre.

Quando tutto sembrava pronto, con la cartina dell’Europa Centrale ingoiata a memoria e gli ordinamenti letti e ripetuti, la sera prima venne giù un Muro… a Berlino!

Cartina da buttare… Aria rinnovata… E interrogazione… rinviata!

Il 1.9.8.9. trent’anni dopo…ovvero L’ultimo nastro der fijo de Mimì

Scritto, diretto e interpretato da Luca Milesi

Aiuto regia Maria Concetta Liotta

Videomaker Francesco Sotgiu

Assistente alla regia Domizia D’Amico

Ufficio stampa Rocchina Ceglia

 Teatro Tordinona, – Sala Strasberg,

Via degli Acquasparta n.16

Venerdì 8 e sabato 9 novembre 2019 alle ore 21.00

Domenica 10 novembre alle ore 18.00

Biglietti: Intero € 15,00 – Ridotto € 10,00 – Cral e studenti € 7,00

+ Tessera associativa Teatro Tordinona € 3,00

Info e prenotazioni 067004932

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Matteo 19,14 di Lorenzo Gioielli con Jesus Emiliano Coltorti e Elisabetta Jane Rizzo, Regia Elisabetta Jane Rizzo al Teatro Stanze Segrete

Dal 5 al 17 novembre 2019 dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 19.00. Sabato 9 e 16 ore 18.30 Replica in inglese

Dal Fringe di Edimburgo, il giallo italiano definito dalla critica “One of the hidden theatrical gems this year” (Tom King)

“Engaging  and  Enchanting” (Marcello Valeri), “Thrilling” e “a pulp dialogue between the two characters that touches in an hour all the hidden and deepest folds of the human soul”

(The Foyer), Un bar. Due sconosciuti. Un uomo e una donna.

Un appuntamento mancato. Una confessione. Un destino segnato. Niente è come sembra. Fino a dove ti spingeresti per salvare chi ami?

Opera vincitrice del premio “Gran Giallo”, lo spettacolo di Lorenzo Gioielli “è un dialogo fatto di confessioni e verità spiazzanti

Un appuntamento mancato e un incontro, è uno specchio in cui guardarsi, dove tra la realtà bianca e nera ci sono infinite sfumature, quanti sono i pensieri e le scelte che possiamo fare o anche solo immaginare.

Jesus Emiliano Coltorti e Elisabetta Jane Rizzo “prendono il pubblico per mano e lo coinvolgono nella storia, con una performance emozionante” (Valeri) e nello spazio del teatro Stanze Segrete, affidano agli spettatori la loro storia, in un confronto dove giusto e sbagliato si colorano con altre lenti.

Matteo 19,14 ha il coraggio di portare sulla scena un tema, tra gli altri, mai fatto finora, senza giudizi, ma con motivazioni condivisibili da entrambi i punti di vista.

E quando è la vita ad essere in gioco, la morale, la legge, la fede devono affrontare la scelta che tutti dobbiamo fare quando prendiamo una decisione.

E tu, fin dove ti spingeresti?

Con una regia al femminile, affidata a Elisabetta Jane Rizzo, con Matteo 19,14, prosegue la stagione del Teatro Stanze Segrete diretto da Ennio Coltorti e Adriana Ortolani.

Un luogo unico a Roma, uno spazio in grado di performare esso stesso, grazie al gioco di specchi, spazi e luci.

Matteo 19,14: un esempio di teatro civile che tiene con il fiato sospeso, un noir dai risvolti inaspettati e i ritmi incalzanti.

Matteo 19,14 è al Teatro Stanze Segrete di Roma, Via della Penitenza 3, dal 5 al 17 novembre 2019, dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 19.00.

E per la prima volta in Italia in inglese nelle repliche di sabato 9 e 16 ottobre, ore 18.30.  Prezzo biglietto: 13 – 17 euro.

Info: www.matthew1914.net prenotazioni: 06.49772027 info@stanzesegrete.it, www.stanzesegrete.it

Ufficio Stampa HF4 Marta Volterra marta.volterra@hf4.it 340.96.900.12

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